Antonio Costa, presidente del Consiglio europeo, ha tracciato un collegamento diretto tra l'instabilità dello Stretto di Hormuz e la guerra in corso in Medio Oriente. In un'intervista rilasciata al network European Newsroom, il massimo rappresentante dell'Ue ha sottolineato come il caos nelle acque strategiche del Golfo Persico sia conseguenza diretta della tensione tra Stati Uniti, Israele e Iran, conflitto nel quale l'Europa rimane estranea.
Secondo Costa, la soluzione passa inevitabilmente per un cambio di rotta delle potenze coinvolte. "L'unico modo per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz è che tutte le parti interessate dimostrino responsabilità, evitino azioni avventate, pongano fine alle ostilità e abbraccino il percorso negoziale", ha affermato il leader europeo. Un messaggio che sottende un appello alla de-escalation e al ripristino del dialogo diplomatico come soluzione alternativa al braccio di ferro militare.
A margine dell'intervista, Costa è stato interpellato circa la richiesta avanzata da Donald Trump di un coinvolgimento della Nato nella gestione della crisi dello Stretto. Il presidente europeo ha deviato la domanda con diplomazia, rimandando le valutazioni al Segretario Generale dell'Alleanza atlantica. Costa ha preferito focalizzarsi sull'agenda europea, evidenziando che il prossimo Consiglio europeo avrà come priorità principale la competitività del blocco continentale, un tema evidentemente percepito come cruciale per il futuro dell'Unione.