Amandeep Singh Gill, sottosegretario generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite e inviato speciale per le questioni tecnologiche, ha rivolto un appello diretto all'Unione europea durante un'audizione alla commissione Scudo democratico del Parlamento europeo. Il messaggio è chiaro: Bruxelles deve trovare il punto giusto tra la necessità di regolamentare l'intelligenza artificiale e la libertà di movimento per lo sviluppo tecnologico.
Secondo Gill, questo equilibrio non può essere raggiunto senza un coinvolgimento costante di tutti gli attori coinvolti. Società civile, parlamentari e governi devono dialogare continuamente per definire con precisione i confini entro cui contenere le sfide poste da questo settore in rapida evoluzione. Solo attraverso questo confronto costruttivo sarà possibile evitare sia l'eccesso di controllo che frena l'innovazione sia la totale assenza di vincoli che espone i cittadini a rischi incontrollati.
Gill ha poi illustrato l'importanza del Global Digital Compact, il framework globale per la cooperazione digitale sottoscritto dalle Nazioni Unite nel 2024. L'obiettivo di questa iniziativa internazionale è fornire orientamenti pratici a tutti gli Stati aderenti per affrontare la persistente disparità tecnologica mondiale. Il punto critico, secondo il sottosegretario Onu, riguarda la distribuzione diseguale dei benefici e dei rischi legati all'IA e alle nuove tecnologie digitali.
Atualmente, le opportunità offerte da questi settori tendono a concentrarsi in poche zone geografiche del pianeta, mentre i pericoli si diffondono trasversalmente colpendo la maggior parte della popolazione mondiale. Questo squilibrio rappresenta una sfida geopolitica e sociale che richiede risposte coordinate a livello globale. L'Ue, con la sua esperienza normativa attraverso l'AI Act, potrebbe fornire un modello utile, purché rimanga flessibile e aperto al dialogo internazionale.