Una delle personalità più influenti dell'establishment iraniano non c'è più. Ali Larijani, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale della Repubblica islamica, è stato ucciso in un'operazione militare israeliana condotta durante le ore notturne contro obiettivi a Teheran. La notizia della sua morte è stata resa pubblica dal canale d'informazione israeliano Ynet, che ha ottenuto la conferma direttamente da Israel Katz, ministro della Difesa dello Stato ebraico.

Larijani rappresentava uno dei pilastri del potere iraniano contemporaneo. Oltre al suo ruolo istituzionale formale, era ampiamente considerato come il vero decisore nelle dinamiche politiche e securitarie della nazione, esercitando un'influenza decisiva nelle scelte strategiche del paese. La sua posizione lo rendeva una figura centrale nel sistema di governo iraniano, con accesso diretto ai vertici della leadership.

La sua morte giunge in un contesto di tensioni regionali sempre più acute. Larijani era infatti ritenuto responsabile dalle autorità israeliane di aver coordinato la dura repressione delle manifestazioni di protesta che hanno scosso l'Iran nei primi giorni di gennaio. La sua firma era stata associata alla violenta risposta governativa ai disordini civili, un elemento che lo collocava al centro delle criticità geopolitiche del Medio Oriente.

L'operazione rappresenta un nuovo capitolo dell'escalation militare tra Israele e l'Iran, con implicazioni significative per l'equilibrio dei poteri nella regione. La conferma ufficiale da parte del governo israeliano, resa attraverso il ministro della Difesa, sottolinea l'importanza strategica dell'obiettivo colpito e la determinazione di Tel Aviv nel perseguire i propri obiettivi di sicurezza nazionale.