Un'operazione della Direzione distrettuale antimafia di Lecce ha portato in carcere tre persone accusate di estorsione aggravata mediante il ricorso a metodi mafiosi. Tra gli arrestati figura Pietro Guadalupi, quarantunenne già presidente del Consiglio comunale di Brindisi e volto noto della destra regionale. Con lui sono stati fermati Adriano Vitale e Mauro Iaia, entrambi con precedenti legami a inchieste sulla penetrazione della Sacra Corona Unita nel territorio brindisino, in particolare nella frazione di Tuturano. Un quarto indagato rimane latitante.

Guadalupi ha rivestito un ruolo di primo piano nella scena politica locale negli ultimi anni. Dopo una prima candidatura nel 2010, aveva raggiunto la presidenza dell'assemblea civica diventando, a soli 25 anni, uno dei più giovani presidenti comunali in Italia. Nel 2020 si era candidato alle elezioni regionali nella lista di Fratelli d'Italia come sostenitore di Raffaele Fitto, allora governatore (oggi commissario europeo), consolidando la propria posizione come suo principale referente territoriale. Nel 2023 aveva ambito alla candidatura sindacale del centrodestra alle amministrative brindisine, ma la scelta era ricaduta su Giuseppe Marchionna, che in seguito ha assunto l'incarico di primo cittadino.

L'ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dalla gip Maria Francesca Mariano su richiesta della pm Carmen Ruggiero. I nomi di Vitale e Iaia affiorano da tempo nelle cronache giudiziarie locali. Iaia in particolare era stato coinvolto in precedenza in un'inchiesta su fenomeni di caporalato, dove risultava accusato di aver sottopagato un lavoratore straniero a soli 1,5 euro all'ora.

L'arresto rappresenta un'ulteriore tegola per la politica pugliese di destra, già segnata da altre vicende giudiziarie. L'inchiesta della Dda conferma come la criminalità organizzata continui a intrecciare i suoi tentacoli con esponenti della vita pubblica, rendendo sempre più urgente una riflessione sulla qualità della rappresentanza politica nelle istituzioni locali.