Piazza Affari chiude una seduta all'insegna della prudenza, con l'indice Ftse Mib che scivola a quota 51.817 punti, registrando una flessione dell'1,22%. Nonostante il calo, il mercato italiano dimostra maggiore resilienza rispetto alle altre principali piazze europee: Parigi e Francoforte hanno infatti subito perdite ben più consistenti, superiori al 2,5%, nel contesto della crescente instabilità internazionale legata alle dichiarazioni del presidente americano Donald Trump sulla crisi tra Washington e Teheran. Gli scambi si sono comunque mantenuti vivaci, con un controvalore complessivo di oltre 4,3 miliardi di euro.
Tra i principali perdenti della giornata figura Stellantis, il colosso automobilistico che ha visto le proprie azioni sprofondare del 5,78% dopo l'annuncio del richiamo di quasi 12mila veicoli a marchio Chrysler nel mercato statunitense. A soffrire è stata anche Fincantieri, che ha ceduto il 3,88%, insieme ad altri titoli di spicco come Cucinelli (-3,83%), Ferrari (-3,46%), Amplifon (-2,96%) e Avio (-2,54%). Nel comparto bancario, UniCredit ha accusato un ribasso del 2,86%, nonostante la progressione dell'Opa su Commerzbank che ha raggiunto quasi il 47,6% della tedesca. In difficoltà anche Intesa Sanpaolo (-2,33%), Banco Bpm (-1,86%), Mediobanca (-1,39%), Monte dei Paschi (-1,38%) e Bper (-0,94%).
A fare da contrappeso alle perdite è stato il settore dell'energia, che ha approfittato del rialzo delle quotazioni delle materie prime. Eni ha guadagnato il 3,66%, Saipem il 3,18% e Tenaris il 2,6%, spinte dalla corsa del petrolio Wti che ha sfondato la soglia dei 75 dollari al barile e del Brent sopra gli 80 dollari, mentre il gas naturale ha raggiunto i 49 euro per megawattora. Più contenuti i rialzi di Tim (+0,83%) e Snam (+0,74%), mentre Recordati, A2a e Stm hanno mostrato cauti segnali di ripresa positiva dopo i ribassi della giornata precedente.
Sul fronte dei rendimenti, lo spread tra i titoli di Stato italiani e tedeschi si è allargato di 1,6 punti base, attestandosi a 81,6 punti. Il rendimento del decennale italiano è salito al 3,9% (in aumento di 13,4 punti base), mentre quello tedesco si è portato al 3,09% (+9,8 punti base). Questi dati rispecchiano un contesto di maggiore avversione al rischio degli investitori, che continuano a preferire i titoli più sicuri in risposta alle incertezze geopolitiche globali.