La riunione bilaterale tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky ad Ankara ha segnato una piega significativa nei rapporti tra i due leader. Nel corso del faccia a faccia, ripreso dalle telecamere a margine del vertice Nato, il presidente statunitense ha annunciato una decisione attesa da tempo da Kiev: gli Stati Uniti concederanno all'Ucraina la licenza per produrre in autonomia i sistemi di difesa aerea Patriot. "Faremo conoscere le modalità di costruzione, così non avrete pretesti per protestare", ha dichiarato Trump con il suo consueto tono diretto. Una concessione che rappresenta un passaggio cruciale per l'indipendenza tecnologica militare ucraina.
Per Zelensky, che ha insistito da tempo su questa richiesta con gli alleati occidentali, l'accordo costituisce un balzo in avanti nella capacità di difendersi dai bombardamenti russi a lungo raggio. Il controllo autonomo sulla produzione di questi sistemi consentirebbe a Kiev di ridurre la dipendenza logistica dagli Usa e di mantenere operativi gli scudi antiaerei anche in caso di interruzione dei rifornimenti. "Apprezziamo il supporto americano e riconosciamo l'impegno di Trump nel trovare una soluzione a questo conflitto", ha commentato il presidente ucraino, confermando la linea diplomatica mirata a mantenere il dialogo con Washington.
L'incontro ha rappresentato anche un'occasione per ricucire strappi precedenti nei rapporti personali tra i due leader. Trump ha sottolineato come il rapporto sia migliorato rispetto agli episodi di tensione registrati negli ultimi mesi, in particolare all'interno della Casa Bianca a febbraio 2025. "Abbiamo compiuto progressi considerevoli con Zelensky, sebbene sia una personalità complessa come Putin", ha affermato il tycoon, aggiungendo che mantiene colloqui più frequenti con il presidente russo ma comunque regolari anche con Kiev.
Un aspetto interessante emerge dalle dichiarazioni di Trump sugli attacchi ucraini nel territorio russo. Se da un lato il presidente americano li definisce un'escalation, dall'altro lascia aperto uno spiraglio interpretandoli come potenziale strumento per accelerare la fine delle ostilità. Una posizione più equilibrata rispetto ai toni precedenti, che suggerisce un'evoluzione della strategia diplomatica americana. Zelensky ha colto l'occasione per sottolineare come le posizioni della Russia sulla pace si stiano indebolendo: Mosca, ha affermato, era inizialmente in posizione di forza ma ora "perde terreno" soprattutto nel controllo dello spazio aereo, dove il vantaggio tecnologico ucraino si sta consolidando.
Quando interpellato sulla possibilità di un incontro con Putin a Mosca, Zelensky ha risposto con una battuta ironica che ha strappato sorrisi tra i giornalisti: "Mi risulta complicato recarmi lì, voi sapete, circolano molti droni ucraini in quell'area e la sicurezza non è garantita". Una risposta che coniuga il rigore diplomatico con l'umorismo, mantenendo acceso il tema della superiorità tecnologica ucraina nel conflitto. Nel complesso, l'incontro di Ankara testimonia un riavvicinamento nelle dinamiche tra Washington e Kiev, con Trump che sembra voler giocare un ruolo sempre più centrale nella ricerca di una soluzione al conflitto ucraino.