Secondo l'importante studioso francese Dominique Moisi, la situazione strategica non si sta sviluppando come Mosca potrebbe auspicare. In particolare, l'elemento temporale rappresenterebbe un ostacolo significativo per gli interessi russi, con esiti tutt'altro che scontati sul campo.

Moisi ha fornito questa valutazione nel contesto di una più ampia discussione sulla posizione dell'Europa di fronte alle tensioni internazionali. L'analista ha voluto sottolineare come il vecchio continente non debba essere considerato debole o vulnerabile dagli attori che ne minacciano la stabilità.

La dichiarazione dell'esperto riflette la linea che Parigi sta cercando di comunicare a Mosca: l'Unione Europea, pur attraverso percorsi diplomatici, intende mostrare una determinazione e una compattezza che non ammettono sottovalutazioni. Emmanuel Macron, in particolare, ha marcato questa posizione in diverse occasioni recenti, ribadendo la prontezza dell'Europa a fronteggiare minacce alla sua sicurezza.

Le parole di Moisi si inseriscono in un dibattito più ampio sulla possibilità effettiva che il Cremlino raggiunga i propri obiettivi strategici. L'incertezza evidenziata riguarda non solo l'esito militare, ma anche la sostenibilità politica e economica di una protrazione del conflitto nel tempo.

Questa lettura del quadro internazionale rispecchia la crescente convinzione nei circoli analitici europei secondo cui il ritmo degli eventi non favorirebbe affatto una soluzione rapida secondo i calcoli di Mosca, con significative implicazioni per gli equilibri geopolitici mondiali.