La presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodríguez ha avviato una campagna diplomatica urgente per ottenere l'accesso alle riserve auree nazionali congelate presso la Banca d'Inghilterra. In una dichiarazione pubblica, la leader caracolena ha annunciato l'invio di una corrispondenza formale al re Carlo III per sollecitare lo sblocco di questi asset, che Caracas intende destinare agli sforzi di ricostruzione in seguito al terremoto di magnitudo doppia che ha colpito il territorio il 24 giugno scorso.
"Quel patrimonio appartiene al nostro popolo e rappresenta una risorsa essenziale per mitigare le conseguenze devastanti di questo evento naturale", ha sottolineato Rodríguez durante l'intervento pubblico. La questione dell'oro venezuelano custodito a Londra rappresenta da anni un punto di frizione nelle relazioni internazionali, con il governo di Caracas impegnato in complesse controversie legali per riacquisire il controllo delle proprie riserve.
L'appello britannico si inserisce in una strategia più ampia della leadership venezuelana per sbloccare i fondi nazionali immobilizzati all'estero. Rodríguez ha infatti dichiarato che il Venezuela possiede le risorse necessarie per avviare un processo di ripresa economica, a patto che gli asset internazionali vengano liberati. Il governo sostiene che l'accesso a questi capitali consentirebbe non solo la ricostruzione post-sismica, ma anche il finanziamento di programmi di occupazione, potenziamento dell'istruzione e ampliamento della copertura dei servizi sociali.
Parallelamente alla richiesta rivolta a Londra, Rodríguez ha riferito di aver interloquito con la direttrice del Fondo monetario internazionale al fine di negoziare il rilascio delle risorse venezuelane bloccate presso l'organizzazione. La pressione diplomatica mira inoltre a ottenere la fine del regime di sanzioni internazionali che, secondo il governo caracoleno, aggrava la situazione economica del paese e limita le capacità di risposta agli eventi emergenziali.
La disputa legale attorno alle riserve auree londinesi rimane uno dei dossier più complicati delle relazioni tra Caracas e la comunità internazionale, con implicazioni significative per la stabilità politica e economica della nazione sudamericana.