Steven Spielberg torna a occuparsi della questione che lo appassiona da sempre: l'esistenza di forme di vita intelligente al di fuori del nostro pianeta. Nel corso del suo intervento al SXSW di Austin, il celebre regista ha affrontato direttamente l'argomento, esprimendosi con una franchezza rara su un tema spesso trattato con ironia. «Penso seriamente che in questo momento non siamo soli sulla Terra» ha dichiarato Spielberg, sottolineando come si tratti di una sua convinzione personale basata su evidenze documentali e ragionamento logico.

La necessità di trasparenza sulla questione aliena rappresenta il filo conduttore del prossimo progetto cinematografico del regista. Intitolato Disclosure Day, il film arriverà nelle sale statunitensi il 12 giugno prossimo, con ogni probabilità presentato in anteprima al Festival di Cannes. La protagonista sarà Emily Blunt, mentre la trama è ambientata in un futuro in cui l'umanità scopre definitivamente l'esistenza della vita extraterrestre. Il titolo stesso racchiude un messaggio programmatico: «Meritiamo di sapere».

Durante l'intervista, Spielberg ha fatto riferimento alle recenti parole dell'ex presidente Barack Obama, che un mese fa aveva affermato l'esistenza degli alieni, per poi chiarire successivamente di riferirsi alla possibilità teorica di vita nel cosmo. «Quando ho sentito il commento di Obama, ho pensato che sarebbe stato un colpo di fortuna per il mio film» ha spiegato il regista, apprezzando come una figura di tale rilievo internazionale affrontasse pubblicamente il tema. Tuttavia, Spielberg ha ribadito l'importanza di una prospettiva più consapevole: «È illogico pensare che la nostra civiltà sia l'unica intelligente nell'intero universo».

Il regista ha esortato il pubblico presente ad approfondire la materia, consigliando di consultare i numerosi documentari pubblicati dal 2018 in poi. «Non posseggo conoscenze superiori alle vostre» ha precisato con umiltà, «ma gli indizi si accumulano e la probabilità statistica non lascia spazio a dubbi ragionevoli». Questa posizione di Spielberg non rappresenta una novità assoluta: l'affascinazione per il tema extraterrestre ha sempre caratterizzato la sua opera, da E.T. a Incontri ravvicinati del terzo tipo.

L'approccio del regista riflette un cambio più ampio nel modo in cui l'establishment culturale e politico mondiale affronta la questione ufologica. Da tema relegato ai margini del dibattito scientifico, la possibilità di vita intelligente nello spazio è gradualmente tornata a occupare spazi legittimi di discussione pubblica. Con Disclosure Day, Spielberg intende contribuire attivamente a questo processo di consapevolezza collettiva, trasformando l'interrogativo sulla nostra solitudine cosmica in una domanda centrale del nostro tempo.