Un'inchiesta sulla filiera produttiva della moda ha coinvolto Andrea Dini, 61 anni, cognato del governatore della Lombardia Attilio Fontana. Dini risulta indagato per caporalato insieme ad altre quattro persone dalla Procura di Milano, in un filone di investigazioni dedicato allo sfruttamento lavorativo nel settore tessile e del made in Italy italiano.
L'azienda al centro dell'indagine è Dama spa, società varesina specializzata nella produzione di maglieria e abbigliamento. Secondo gli inquirenti, l'impresa gestisce i marchi Paul&Shark, il brand di lusso internazionale distribuito nelle più importanti piazze commerciali mondiali. Nel 2025 la società ha registrato ricavi pari a 107 milioni di euro, con un utile netto di 5,6 milioni. Complessivamente conta 309 dipendenti, di cui 130 operai.
L'accusa è quella di sfruttamento grave della manodopera straniera, in particolare di lavoratori cinesi in situazione di vulnerabilità economica. Secondo la ricostruzione dei pm Paolo Storari e Daniela Bartolucci, questi operai sarebbero stati impiegati quotidianamente nella sede di via Piemonte a Varese con orari massacranti: dalle 8 del mattino alle 22 di sera, tutti i giorni della settimana, senza interruzioni. La Dama spa è stata sottoposta al controllo giudiziario d'urgenza martedì mattina dalla Guardia di finanza. L'azienda è stata inoltre sottoposta a procedimento per la responsabilità amministrativa degli enti.
La misura cautelare dovrà essere convalidata entro dieci giorni dal giudice per le indagini preliminari, che valuterà se mantenere o revare il provvedimento. L'inchiesta si inserisce in una più ampia investigazione sui traffici di manodopera illegale e le condizioni di lavoro disumane in settori del tessile e della confezione che alimentano marchi prestigiosi commercializzati globalmente.