Un gesto diplomatico senza precedenti ha caratterizzato il recente incontro della Nato nella capitale turca. Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha sorpreso i leader internazionali presenti al vertice offrendo a ciascuno di loro una pistola personalizzata, completa di munizioni. A rivelare i dettagli è stato il primo ministro britannico Keir Starmer, che ha illustrato l'episodio ai cronisti durante il volo di ritorno verso Londra nella giornata del 9 luglio 2026.
Secondo quanto riferito da Starmer, ogni arma era corredata di un'incisione riportante il nome del destinatario, accompagnata da una scatola di cartucce. Ad allegato della donazione, Erdogan aveva incluso un documento che affermava l'esenzione delle pistole dalle normative internazionali sulle esportazioni di armi. Un particolare che non è passato inosservato, considerato il contesto di una riunione ufficiale dell'Alleanza atlantica.
Nonostante il gesto simbolico, il primo ministro britannico ha deciso di non portare il presente nel Regno Unito, preferendo lasciar l'arma in Turchia. La decisione, ha spiegato Starmer, era dettata dal fatto che introdurre una pistola nel territorio britannico avrebbe costituito una violazione della legge nazionale. Una scelta che sottolinea come, al di là delle intenzioni dietro il dono, le legislazioni domestiche dei singoli Stati rappresentano un limite invalicabile anche per i gesti protocollari di rilievo diplomatico.
L'episodio solleva interrogativi sulla natura e sulle modalità del vertice di Ankara, dove la Nato ha affrontato tematiche di sicurezza strategica di primaria importanza. La scelta di Erdogan di offrire armi personalizzate ai leader mondiali rientra in una prassi diplomatica inusuale e poco documentata nella storia recente delle relazioni internazionali fra le grandi potenze.