Un'operazione di spionaggio informatico sofisticata ha colpito le università nordamericane con una precisione che lascia poco al caso. I ricercatori di Proofpoint hanno identificato una campagna attribuita a gruppi allineati con interessi cinesi, operativa almeno da maggio 2026, che ha preso di mira specificamente i dipartimenti di fisica teorica e ingegneria di atenei statunitensi e canadesi. Non si tratta di un semplice furto di dati, ma di un'operazione strutturata per infiltrarsi nei sistemi accademici e mantenere un accesso duraturo alle infrastrutture universitarie.
L'arma utilizzata è sofisticata ma parte da un vettore familiare: la posta elettronica. Il gruppo, tracciato dagli esperti con il nome provvisorio Unk_MassTraction, ha sfruttato due vulnerabilità critiche nel software Roundcube, un popolare client webmail open source utilizzato da molte istituzioni accademiche. La prima falla (Cve-2024-42009) permette l'esecuzione di codice JavaScript malevolo semplicemente aprendo un messaggio di posta costruito ad hoc, mentre la seconda (Cve-2025-49113) consente di ottenere il controllo completo del server attraverso un difetto nella gestione non sicura dei dati. Le agenzie di sicurezza hanno assegnato a queste vulnerabilità i massimi livelli di gravità.
La dinamica dell'attacco rivela una pianificazione meticolosa. Una volta che il bersaglio apre l'email infetta, un payload denominato IceCube si attiva automaticamente nel sistema della vittima. Questo strumento malevolo procede sistematicamente al furto di credenziali di accesso, password, dati relativi all'autenticazione a due fattori, cookie di sessione e informazioni tecniche sul browser utilizzato. Con questi dati in mano, gli attaccanti sfruttano la seconda vulnerabilità per ottenere il pieno controllo del server di posta universitario, creando così una porta d'accesso permanente all'interno delle infrastrutture accademiche.
Secondo le indagini di Proofpoint, il numero di istituzioni universitarie già compromesse rimane ancora sconosciuto nella sua completezza. Gli esperti hanno identificato con certezza meno di dieci vittime, ma Greg Lesnewich, ricercatore senior dell'azienda, stima che potrebbero essere decine gli atenei colpiti senza esserne consapevoli. Questo dato rappresenta il vero pericolo: molte università potrebbero ospitare intrusi nei propri sistemi senza saperlo, con gli hacker che raccolgono indisturbati informazioni su progetti di ricerca, brevetti, finanziamenti e sviluppi scientifici sensibili.
Il fatto che gli attacchi prendano di mira specificamente docenti e amministratori legati a settori critici per la sicurezza nazionale, così come ricerca in astrofisica e fisica delle particelle, non è casuale. Questi campi rappresentano aree strategiche di competizione geopolitica dove il vantaggio tecnologico si traduce in supremazia militare ed economica. Per l'Europa, il messaggio è chiaro: le università del continente potrebbero essere altrettanto vulnerabili a simili operazioni di intelligence digitale, rendendo urgente una revisione dei sistemi di sicurezza nelle istituzioni accademiche e una maggiore consapevolezza dei rischi associati alla proprietà intellettuale scientifica.