Piazza Affari mette alle spalle le turbolenze della seduta precedente e ritorna a crescere. L'indice Ftse Mib segna un progresso dello 0,88%, allontanandosi dalle pressioni che avevano caratterizzato le contrattazioni di ieri, quando lo scontro tra Iran e Stati Uniti aveva alimentato incertezza nei mercati finanziari globali. Il rimbalzo odierno riflette un ritorno graduale della fiducia degli investitori, che tornano a posizionarsi su asset ritenuti interessanti dal punto di vista valutativi.
Tra i principali protagonisti del rialzo figurano i tecnologici, con Stm che accelera del 3,6% dopo il pessimo andamento che aveva colpito il comparto dei semiconduttori. Accanto al colosso dell'elettronica, si distingue anche Prysmian, specializzata nei cavi e sistemi per l'energia, che guadagna il 2,6%. Questi rialzi testimonianza una fase di consolidamento nel settore manifatturiero ad alta tecnologia.
Consistente il contributo del comparto bancario al recupero generale. Mediobanca emerge con un rialzo dell'1,4%, seguito a pari merito da Montepaschi, anch'essa in evidenza del 1,4%. Intesa Sanpaolo avanza dell'1,2%, mentre Unicredit segna un modesto +1%. Finecobank registra un progresso dell'1,3%, completando il quadro positivo del settore finanziario. Il buon andamento delle banche suggerisce una ritrovata propensione al rischio tra gli operatori.
Il sentiment positivo beneficia anche altri comparti: Buzzi Unicem, player nel settore cementizio, sale dell'1,2%, così come Brunello Cucinelli, il luxury brand di Solomeo, che condivide lo stesso incremento percentuale. Finecobank prosegue il recupero con il già citato 1,3%.
Non tutti i settori però partecipano al rialzo. Avio cede terreno del 1%, mentre Ferrari mostra una leggera debolezza con una contrazione dello 0,5%. Anche i titoli difensivi patiscono: Diasorin perde lo 0,4%, come pure Amplifon, competitor nel mercato degli apparecchi acustici.
L'andamento della seduta odierna segna una chiara distinzione tra titoli ciclici, che beneficiano del clima di maggiore fiducia, e quelli orientati alla difesa, che raccolgono realizzazioni di posizioni. La volatilità geopolitica rimane sullo sfondo, ma i mercati paiono avere digerito i principali shock informativi.