Washington ha avanzato una proposta di collaborazione strategica al Brasile nel contrasto al traffico di stupefacenti. La proposta è stata discussa durante un incontro bilaterale svoltosi in Perù tra il ministro della Difesa brasiliano José Múcio Monteiro e il sottosegretario americano alla Difesa per gli Affari politici Elbridge Colby, a margine della XVII Conferenza dei ministri della Difesa delle Americhe.
Secondo una comunicazione ufficiale del governo di Brasilia, l'iniziativa è stata presentata su richiesta esplicita della Casa Bianca. Il ministro brasiliano ha accolto con interesse la proposta di partnership, anche se ha precisato un aspetto cruciale: la responsabilità principale nella gestione della lotta al narcotraffico ricade sul ministero della Giustizia e della Pubblica sicurezza brasiliano, non sulla Difesa. Monteiro ha comunque evidenziato gli sforzi già in corso delle Forze armate brasiliane nei territori di confine.
L'offerta di cooperazione si inserisce in un quadro geopolitico più complesso. Pochi giorni prima, gli Stati Uniti hanno ufficialmente designato come organizzazioni terroristiche il Primo Comando della Capitale (Pcc) e il Comando Rosso (CV), le due maggiori fazioni malavitose operanti nel territorio brasiliano. Una mossa che ha suscitato immediate e decise proteste da parte del presidente Luiz Inácio Lula da Silva.
Il capo dello Stato brasiliano ha interpretato la decisione unilaterale di Washington come un'ingerenza nelle questioni interne del Brasile, ritenendo che rappresenti una minaccia concreta alla sovranità nazionale. La posizione di Lula evidenzia una tensione sottesa nei rapporti tra i due paesi latino-americani, dove da un lato esiste una convergenza su obiettivi comuni di sicurezza, dall'altro emerge una diffidenza rispetto all'atteggiamento interventista degli Stati Uniti nelle politiche domestiche brasiliane.