L'amministrazione Trump ha dato il via a una nuova ondata di bombardamenti contro l'Iran, una decisione che va ben oltre la retorica presidenziale e rispecchia una precisa strategia militare fondata su dati di intelligence. Secondo quanto riportato da Axios, citando fonti ufficiali americane, questo ciclo di scontri potrebbe durare diversi giorni, se non addirittura settimane, con un'intensità che dipenderà interamente dalle contromisure che Teheran deciderà di adottare. La Casa Bianca si prepara quindi a uno scenario di conflitto prolungato nel Medio Oriente.

La decisione di riprendere gli attacchi aerei risponde a sviluppi concreti sul terreno intelligence. Le rilevazioni satellitari e il monitoraggio costante delle agenzie americane hanno documentato la riattivazione e il potenziamento significativo delle postazioni missilistiche dei Pasdaran, unitamente alla ripresa in larga scala della produzione di missili balistici e droni. Un riarmo che contrasta nettamente con le dichiarazioni ufficiali iraniane sulla volontà di raggiungere un accordo negoziale. Le manifestazioni oceaniche che hanno caratterizzato i sei giorni dei funerali della Guida Suprema Khamenei, oltre a trasudare odio verso Washington, hanno evidenziato come il regime stesse contemporaneamente riattivando i suoi programmi nucleari nei bunker sotterranei.

Trump ha commentato la situazione con chiarezza: "Per me la tregua è finita. Non so se gli iraniani siano degni di un accordo. Non so se lo rispetteranno. Questo è il problema". Una dichiarazione che fotografa il crollo della fiducia reciproca e la percezione americana che Teheran stia utilizzando i negoziati come schermo per proseguire il proprio riarmo militare, in palese violazione degli impegni già sottoscritti.

L'accelerazione verso l'escalation militare è stata catalizzata dagli attacchi dei Pasdaran contro le navi mercantili che transitano nello Stretto di Hormuz, una delle arterie cruciali del commercio mondiale. Questo ha spinto i vertici del Pentagono a chiedere un intervento immediato per contenere l'escalation. La richiesta è stata accolta da Trump durante il vertice Nato di Ankara, dove il presidente ha anche colto l'occasione per ricalibrare la sua posizione nei confronti dell'Alleanza atlantica, attenuando le precedenti posizioni critiche che avevano fatto temere un disimpegno americano dall'Europa.

Gli attacchi aerei si concentrano su obiettivi strategici: postazioni missilistiche, sistemi radar, basi di lancio dei droni, snodi ferroviari e strutture portuali utilizzate dai Pasdaran per le loro operazioni. Una campagna di bombardamenti concepita per degradare significativamente le capacità militari iraniane e ridimensionare la loro capacità di proiezione di forza nella regione. L'incertezza sulla durata riflette la natura impredittibile della situazione: la prossima mossa del governo di Teheran determinerà se si tratterà di un'operazione circoscritta o se gli scontri si dilateranno nel tempo.