Ottimismo da Oriente per le Borse europee, che inaugura la sessione odierna con performance al rialzo. Milano guida il movimento con un incremento dello 0,8%, seguita da Francoforte e Parigi che avanzano rispettivamente dello 0,6%, mentre Londra arretra leggermente perdendo lo 0,2%. Ad animare gli scambi sono principalmente le speranze di una possibile riduzione delle tensioni tra Washington e Teheran, dopo giorni di forti instabilità nel Medio Oriente. Anche i future americani partono con il piede giusto: il Nasdaq guadagna lo 0,6% nelle negoziazioni notturne, mentre l'S&P 500 avanza dello 0,3%.

I prezzi dell'energia mantengono invece un profilo cauto. Nonostante il Stretto di Hormuz resti praticamente bloccato a causa dei recenti attacchi americani e della situazione iraniana, il greggio non decolla: il barile Wti scende dello 0,2% a 73,38 dollari, mentre il Brent arretra dello 0,3% fino a 77,8 dollari, rimanendo al di sotto dei picchi raggiunti nella giornata precedente. Anche il mercato del gas naturale accusa una leggera flessione, con i contratti Ttf che cedono lo 0,5% attestandosi a 48,79 euro per megawattora.

A beneficiare della riduzione del rischio inflazionistico sono gli asset considerati rifugio: i titoli di Stato italiani conquistano spazi significativi, con i rendimenti dei Btp che calano di quasi 5 punti base posizionandosi al 3,86%. Lo spread rispetto ai corrispettivi tedeschi si restringe a 79 punti base, segnalando una riduzione della percezione del rischio sul debito italiano. L'oro, invece, risplende sul mercato internazionale avanzando dell'1,3% fino a 4.107 dollari all'oncia, traendo vantaggio dal clima di minore preoccupazione per l'inflazione.

A Piazza Affari spiccano numerosi titoli blue-chip. Stm emerge con un notevole +4,1%, trascinata dalla rinnovata attenzione verso i semiconduttori (il produttore sudcoreano Sk Hynix ha ricevuto richieste sette volte superiori all'offerta disponibile nei mercati americani). Nel comparto industriale bene Prysmian (+2,1%) e Cucinelli (+1,7%), mentre il settore bancario mostra compattezza con Mediobanca, Unicredit, Intesa e Mps tutte in territorio positivo tra l'1,5% e l'1,7%.

Da segnalare uno sviluppo nel dossier Generali-Mps: secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, l'amministratore delegato del Monte dei Paschi Luigi Lovaglio avrebbe interloquito con Philippe Donnet, vertice del Leone, su un possibile intervento della compagnia triestina a tutela della banca senese. Al momento però l'ipotesi risulta congelata a causa delle implicazioni in termini di assorbimento di capitale che comporterebbe per Generali.