Il mercato immobiliare italiano mostra segnali di debolezza nel primo trimestre del 2026. Secondo i dati diffusi dall'Istat, i permessi di costruzione per il comparto residenziale hanno subìto una contrazione rilevante, con il numero di abitazioni autorizzate sceso del 9,2% rispetto al trimestre precedente. La superficie abitabile ha registrato un calo più contenuto ma comunque significativo del 5,5%. Questi dati, depurati dall'effetto stagionale, evidenziano un rallentamento dopo due trimestri consecutivi di espansione.
Nel dettaglio, il numero di nuove abitazioni autorizzate nel primo trimestre 2026 ha raggiunto quota 12.555 unità, mentre la superficie utile abitabile si è attestata poco sopra i 1,12 milioni di metri quadrati. Un segnale di cautela che potrebbe riflettere l'incertezza economica e i tassi di interesse ancora elevati che caratterizzano il panorama creditizio nazionale.
A differenza del comparto residenziale, l'edilizia non residenziale mostra una resilienza maggiore. Il settore commerciale e dei servizi ha registrato una crescita congiunturale del 2,6%, con una superficie che ha sfiorato i 2,52 milioni di metri quadrati. Su base annuale, il confronto con il primo trimestre 2025 evidenzia un incremento della superficie non residenziale del 12,5%, sottolineando una dinamica positiva in questo segmento del mercato delle costruzioni.
Analizzando il confronto annuale, il settore abitativo appare sostanzialmente stabile per quanto riguarda il numero di nuove unità (-0,5% rispetto a un anno fa), sebbene la superficie abitabile mostri una crescita del 4,4%. L'Istat attribuisce parte della crescita non residenziale a effetti statistici legati al confronto con un primo trimestre 2025 particolarmente debole, suggerendo una lettura cauta dei dati.
La contrazione del primo trimestre 2026 pone interrogativi sullo stato di salute del settore costruzioni italiano, storicamente sensibile alle condizioni economiche generali e alle politiche monetarie della Banca centrale europea. Gli addetti ai lavori e gli analisti continueranno a monitorare i prossimi dati trimestrali per comprendere se si tratta di un semplice assestamento stagionale o dell'inizio di una tendenza più strutturale.