Il costo del denaro per chi vuole comprare casa continua a salire. A maggio, il tasso annuale effettivo globale (Taeg) applicato dalle banche sui nuovi mutui immobiliari ha raggiunto il 3,96%, in aumento rispetto al 3,91% registrato nel mese precedente. I dati provengono dalla Banca d'Italia, l'istituto centrale che monitora costantemente l'andamento dei tassi nel nostro Paese. Questa progressione rappresenta un segnale che le condizioni di accesso al credito ipotecario si stanno progressivamente irrigidendo.

Al contempo, le spese per il credito al consumo rimangono significativamente più elevate. Le operazioni di finanziamento per acquisti diversi dall'immobiliare hanno registrato un tasso del 10,37%, praticamente stabile rispetto al 10,41% di aprile. Chi accende un prestito per l'acquisto di auto, elettrodomestici o altri beni continua quindi a fronteggiare costi notevolmente superiori rispetto a chi si indebita per finalità immobiliari.

Sulla sponda opposta del sistema bancario, chi deposita i propri risparmi in banca continua a ricevere remunerazioni minimi. I tassi passivi sui depositi complessivamente in essere rimangono fermi allo 0,65%, registrando assenza di movimento rispetto al mese precedente. Un dato che sottolinea il perdurante squilibrio tra il costo del credito e la remunerazione del risparmio.

Nel segmento dedicato alle società non finanziarie, il quadro mostra un ulteriore inaspettazione al rialzo. I prestiti concessi alle imprese hanno registrato un tasso medio del 3,67%, in crescita rispetto al 3,56% di aprile. Questo incremento suggerisce che anche il mondo produttivo sta affrontando condizioni creditizie progressivamente meno favorevoli, potenzialmente con ripercussioni sui costi di gestione e sulla capacità di investimento delle aziende.