Matteo Salvini allenta la presa sulla questione delle preferenze nella futura legge elettorale italiana. Durante una conferenza stampa, il leader della Lega e vicepremier ha chiarito che la sua forza politica non intende porre veti su questo tema specifico, pur non nascondendo la sua esperienza personale di candidato eletto grazie alle preferenze sia a Milano che a Bruxelles.
Secondo Salvini, la Lega ha priorità diverse quando si tratta di orientamenti politici: le vere battaglie riguardano questioni economiche, sociali e di sicurezza, non i meccanismi procedurali delle elezioni. Questa apertura rappresenta un cambio di atteggiamento rispetto alle posizioni iniziali del partito, storicamente favorevole al sistema delle preferenze.
La coalizione di governo ha affidato a tecnici e esperti il compito di definire i dettagli della riforma elettorale. L'obiettivo dichiarato è quello di creare un sistema che consenta a chi vince le elezioni di avere la stabilità necessaria per governare l'intera legislatura, cioè per cinque anni. Salvini sottolinea che il come raggiungere questo obiettivo sarà deciso da chi lavora sul dossier a livello tecnico.
Il vicepremier esclude che la Lega avanzi precondizioni sulla legge elettorale, un segnale di disponibilità al compromesso in un ambito che rimane comunque delicato per il centrodestra. Nonostante la riconosciuta importanza del tema per il suo partito, Salvini evidenzia come la questione delle preferenze sia secondaria rispetto alle grandi sfide che attendono l'esecutivo sui fronti economico, sociale e della sicurezza pubblica.