I mercati azionari europei attraversano una fase di moderato ottimismo nella mattinata di contrattazioni odierna, spinti dalla speranza che la situazione geopolitica in Iran possa stabilizzarsi dopo due giorni consecutivi di raid americani. Questo scenario di potenziale distensione, insieme al crollo dei prezzi delle materie prime, favorisce un clima di fiducia tra gli operatori. La Borsa di Milano emerge come la migliore performance tra le principali piazze, avanzando di sette decimi di punto percentuale. Parigi segue con un rialzo dello 0,3%, Francoforte dello 0,2%, mentre Londra arretra dello 0,5%, confermando una certa volatilità nei mercati britannici.

A sostenere il sentiment rialzista contribuisce in maniera significativa il ribasso del petrolio, che scende dello 0,7% con il greggio americano Wti che tocca quota 73 dollari al barile e il Brent che si ferma a 77,5 dollari. Altrettanto positivo il movimento del gas naturale, in calo dell'1,2% fino a 48,4 euro al megawattora. Questi movimenti al ribasso sulle commodities energetiche riducono le pressioni inflazionistiche sui mercati obbligazionari: i rendimenti dei titoli di Stato italiani arretrano di tre punti base, con il Btp decennale che si posiziona al 3,87%. A Wall Street, i future anticipano una giornata di contrattazioni al rialzo, con il Nasdaq in avanzamento dello 0,6% e l'S&P 500 dello 0,2%.

Sul fronte dei singoli valori, a Milano brillano i semiconduttori sulla scia della forte domanda che ha caratterizzato l'offerta azionaria di Sk Hynix a New York, con la raccolta che ha registrato una sottoscrizione sette volte l'importo messo in vendita. Stm si distingue con un balzo del 3,9%, mentre Prysmian avanza del 2,6% e Cucinelli del 2,4%. Il settore bancario mostra complessivamente buone performance, con Unicredit che guadagna il 2,1%, Mediobanca l'1,8% e Mps l'1,5%. L'oro scatta in rialzo dell'1,3% a 4.107 dollari l'oncia, anche se il metallo prezioso rimane penalizzato dalle attese di future incrementi dei tassi di interesse.

La piazza milanese registra tuttavia alcune eccezioni al rialzo. Generali resta pressoché ferma in negativo dello 0,3%, poco influenzata dalle voci di mercato riguardanti possibili iniziative difensive in favore di Siena. In controtendenza significativa figurano i titoli industriali legati alla difesa e all'energia: Avio cede il 3,6%, Leonardo arretra del 2,8% e Inwit scende del 2,4%, mostrando un'inversione di tendenza rispetto al resto del listino principale.