Renaud Hardy, noto serial killer belga, è deceduto giovedì scorso all'interno dell'istituto penitenziario di Bruges, dove stava scontando una condanna all'ergastolo. L'uomo, che aveva raggiunto i 64 anni, è venuto a mancare dopo una prolungata malattia presso l'infermeria della struttura carceraria. L'amministrazione penitenziaria belga ha reso pubblica la notizia attraverso una dichiarazione della portavoce Kathleen Van De Vijver.

Hardy era stato riconosciuto responsabile di alcuni tra i crimini più gravi della cronaca giudiziaria belga. Tra le condanne più significative, figura quella per lo stupro, le torture e l'omicidio di Maria Walschaerts, una donna di ottantadue anni originaria di Mechelen. Il caso aveva colpito profondamente l'opinione pubblica per la brutalità delle modalità criminose e la vulnerabilità della vittima. Al di là di questa vicenda, Hardy aveva ricevuto ulteriori condanne per altri reati di violenza sessuale e aggressioni, consolidando così il suo profilo di criminale seriale.

La morte del killer chiude definitivamente un capitolo controverso della giustizia penale belga. La sua scomparsa avviene senza che il sistema carcerario belga debba più gestire il suo internamento prolungato, una circostanza che tuttavia non cancella le sofferenze inflitte alle vittime e ai loro familiari nel corso degli anni. La notizia segna la fine di una delle figure criminali più oscure della storia giudiziaria contemporanea del Belgio.