Durante un convegno dedicato ai rapporti tra Italia e Israele, tenutosi a Trieste, il ministro israeliano per gli Affari della diaspora Amichai Chikli ha evidenziato l'importanza storica della città giuliana nel percorso che ha portato alla fondazione dello Stato ebraico. Secondo Chikli, Trieste rappresenta una "città chiave per il sionismo" e viene considerata nel mondo ebraico come la "porta di Sion", poiché prima della Seconda guerra mondiale è stata il principale porto di partenza da cui circa 150mila ebrei hanno raggiunto Israele, trovandovi salvezza durante uno dei periodi più bui della storia.

In collegamento video, il ministro ha rivolto un giudizio positivo alle politiche migratorie adottate da alcune nazioni europee, in particolare Ungheria, Repubblica Ceca e Slovenia, ritenendo che le loro scelte restrittive nei confronti dell'immigrazione musulmana forniscano una protezione più efficace alle comunità ebraiche dall'antisemitismo rispetto a quella garantita da paesi come il Belgio e altre democrazie occidentali. Chikli ha inoltre espresso apprezzamento verso le posizioni assunte da personalità italiane come il leghista Matteo Salvini e il governatore del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, identificandoli come figure di primo piano nel sostegno a Israele a livello europeo.

Nelle sue dichiarazioni, il ministro ha sottolineato quello che definisce come un'allanza pericolosa in Europa tra l'estremismo di sinistra e gli ambienti islamisti, un fenomeno che a suo giudizio comporta rischi significativi per la sicurezza delle istituzioni democratiche e dei cittadini ebrei del continente. Ha inoltre esortato l'Italia a consolidare l'alleanza con Israele nella contrapposizione all'Iran, descritto come un "regime brutale responsabile della morte di migliaia dei suoi stessi cittadini".

Chikli ha allargato il suo orizzonte critico anche alla Turchia, indicando nel presidente Recep Tayyip Erdogan una figura contraddistinta da posizioni che definisce antisemite e caratterizzate da ambizioni neo-ottomane. Secondo il ministro, la politica estera turca manifesta aggressività nei confronti di Grecia, Cipro e Italia, mentre Israele viene dipinto da Ankara come una "potenza genocida", secondo l'interpretazione fornita da Chikli durante il convegno triestino.