Il governo russo guarda con attenzione alla situazione mediorientale e auspica un coinvolgimento più diretto degli Stati Uniti nei negoziati relativi alla crisi ucraina. A dichiararlo è stato Dmitry Peskov, portavoce ufficiale del Cremlino, secondo quanto riportato dall'agenzia stampa russa Interfax. Mosca ritiene infatti che Washington abbia attualmente le mani occupate con questioni internazionali più urgenti, in particolare la situazione complessa che caratterizza i rapporti con l'Iran.

Secondo Peskov, l'Iran rappresenta attualmente una fonte di "notevoli complicazioni" per la diplomazia americana, complicazioni che potrebbero giustificare l'attuale marginalità degli Stati Uniti nei tentativi di mediazione sul fronte ucraino. La Russia tuttavia esprime fiducia nella capacità degli americani di affrontare e risolvere il dossier iraniano in tempi brevi, considerando questo come un prerequisito essenziale per il ritorno a una più attiva partecipazione statunitense nei colloqui dedicati al conflitto in Ucraina.

Le dichiarazioni del portavoce del Cremlino riflettono la strategia russa di mantenere aperta la porta a possibili negoziati internazionali, pur continuando a cercare soluzioni attraverso canali diplomatici alternativi. Peskov ha sottolineato che Mosca ripone speranze nel ruolo tradizionalmente svolto dagli Stati Uniti come attore mediano in questioni internazionali critiche, suggerendo implicitamente che il coinvolgimento americano potrebbe favorire progressi nel dossier ucraino.