La Lega ha assunto una posizione netta sul fronte della privacy europea, votando contro l'ampliamento del cosiddetto Chat Control, il sistema di monitoraggio delle comunicazioni digitali proposto dall'Unione Europea. La delegazione del partito di Salvini al Parlamento europeo sostiene che la lotta ai contenuti pedopornografici, pur rappresentando una priorità condivisa trasversalmente, non può giustificare misure così invasive della sfera privata dei cittadini.
Secondo i rappresentanti leghisti, l'esecutivo di Bruxelles starebbe usando la protezione dei minori come scudo normativo per giustificare interventi senza precedenti sulla riservatezza individuale. Il partito ha presentato una serie di emendamenti miranti a rafforzare le garanzie sui dati, salvaguardare i sistemi di crittografia e circoscrivere le investigazioni unicamente ai soggetti effettivamente sospettati di reati gravi, piuttosto che implementare controlli indiscriminati su tutta la popolazione.
Nella dichiarazione ufficiale, la Lega sottolinea quello che definisce un «doppio standard» dell'istituzione comunitaria: mentre Bruxelles reclama il diritto di scandagliare le conversazioni private dei cittadini europei, mantiene il massimo riserbo sui contenuti delle comunicazioni della presidente della Commissione Ursula von der Leyen, quando questi ultimi sono stati richiesti trasparenza e divulgazione.
Il partito rimarca che la tutela effettiva dell'infanzia non passa necessariamente attraverso strumenti indiscriminati, bensì attraverso politiche mirate e proporzionate. La Lega si impegna a continuare a contrastare qualsiasi tentativo di erosione delle libertà fondamentali, promuovendo al contempo soluzioni concrete e verificate scientificamente per difendere i minori da abusi e sfruttamento online.