Il Parlamento europeo ha scelto di tracciare una linea di equilibrio tra due esigenze apparentemente in conflitto: proteggere i bambini dagli abusi sessuali online e salvaguardare i diritti fondamentali dei cittadini. Nel corso della votazione di oggi, l'assemblea di Strasburgo ha approvato a maggioranza assoluta un emendamento che vieta di indebolire la crittografia end-to-end, il sistema di protezione utilizzato nelle applicazioni di messaggistica più diffuse al mondo.
La misura riguarda la proroga di una deroga temporanea alla direttiva ePrivacy, concepita come strumento transitorio in attesa di una normativa definitiva. A propugnare questa protezione normativa è stata la delegazione italiana di Fratelli d'Italia al gruppo dei Conservatori europei, con il capodelegazione Carlo Fidanza in prima linea. "Non si tratta di scegliere tra la sicurezza dei minori e la libertà dei cittadini", spiega Fidanza, "ma di trovare il giusto equilibrio rispettando i principi dello Stato di diritto". Secondo il politico italiano, combattere i predatori online non può richiedere di sacrificare principi costituzionali consolidati: nemmeno nelle indagini per reati gravi, lo Stato può accedere alle comunicazioni senza adeguate garanzie e il controllo di un'autorità competente.
L'approvazione dell'emendamento rappresenta una vittoria per chi sostiene che la sicurezza informatica dei cittadini debba rimanere inviolabile. Fidanza sottolinea come questa salvaguardia rappresenti un principio che deve valere sia nel mondo fisico che in quello digitale, senza eccezioni dovute all'emergenza. Il testo modificato dal Parlamento passa ora ai governi europei nel Consiglio: potranno approvarla così com'è o aprire una fase di conciliazione se lo ritengono necessario.
Sulla possibilità di negoziati futuri, Fidanza si dice preparato e disponibile a trovare rapidamente un accordo qualora fosse richiesto. La vera sfida attendibile, però, sarà durante i lavori sul regolamento definitivo attualmente in discussione a Bruxelles. Fratelli d'Italia intende continuare a combattere per introdurre ulteriori garanzie contro gli abusi minorili mantenendo al contempo intatta la crittografia. "Tolleranza zero verso chi sfrutta i bambini, ma anche tolleranza zero verso qualsiasi indebolimento della crittografia e delle libertà fondamentali", conclude il capodelegazione, tracciando la strategia futura del suo gruppo.