Le borse europee chiudono una seduta caratterizzata da ottimismo diffuso, con i mercati del Vecchio Continente che mantengono il passo nonostante l'incertezza che continua a caratterizzare Wall Street. Madrid guida il gruppo con un rialzo dell'1,45%, seguita da Milano che mette a segno un solido +1% sul Ftse Mib. Parigi avanza dello 0,7% e Francoforte dello 0,65%, mentre Londra rimane la nota stonata della giornata con un ribasso dello 0,42%. Dall'altra parte dell'Atlantico, il quadro si presenta più frammentario: il Dow Jones cede lo 0,08%, mentre il Nasdaq guadagna timidamente lo 0,15%.

A guidare gli acquisti degli investitori è il comparto dei semiconduttori, che mostra segnali di ripresa decisa. Soitec si distingue con un balzo del 5,5%, mentre Stm mette a segno un rialzo del 5,15%, sull'onda della raccolta realizzata da Sk Hynix per la quotazione dei propri American Depositary Receipt nel mercato di New York. Quest'ultima operazione segnala una rinnovata fiducia verso il settore tech globale.

A trainare gli indici sono anche i titoli bancari, spinti dall'eco positivo dell'Opa su Commerzbank. Societe Generale balza del 2,97%, Unicredit avanza del 2,4% e la tedesca Commerzbank guadagna l'1,47%. Nel paniere italiano, Mediobanca (+1,87%), Mps (+1,71%), Intesa (+1,76%), Banco Bpm (+1,5%) e Bper (+1,14%) tutti partecipano al rialzo del settore.

Ben diversa la situazione per i titoli energetici, penalizzati dal calo delle quotazioni del greggio. Eni scivola dell'1,27% e Saipem dell'1,89%, mentre il Wti cede lo 0,58% attestandosi a 73,07 dollari al barile. L'unico punto di forza nel comparto energy proviene dal gas naturale, che schizza del 1,62% a 49,82 euro al MWh, rompendo al rialzo la soglia psicologica dei 50 euro non toccata dal mese di aprile.

Sul fronte dei titoli di stato, prosegue la compressione dello spread tra i Btp italiani e i Bund tedeschi, che scende a 75,3 punti base. Il rendimento annuo italiano migliora di 5,7 punti e si assesta al 3,85%, mentre quello tedesco cala di 2,4 punti al 3,1% e quello francese di 5,3 punti al 3,87%. Un segnale di crescente fiducia verso i debiti sovrani europei, particolarmente quello italiano.