Cani e gatti non sono più ospiti occasionali delle vacanze estive: sono diventati protagonisti indiscussi nella scelta della destinazione. Secondo un'indagine condotta da Rover.com, la piattaforma specializzata nella gestione degli animali domestici, il 60% dei proprietari italiani seleziona mete turistiche basandosi esclusivamente su criteri pet-friendly. Un dato che fotografa come gli animali siano ormai parte integrante della struttura familiare, influenzando in profondità le abitudini di viaggio degli italiani.

Ma quanto costa portare con sé il proprio compagno a quattro zampe? Secondo l'indagine, la spesa aggiuntiva si aggira mediamente attorno ai 250 euro per soggiorno. Nonostante l'investimento economico, oltre un quarto degli intervistati (25%) considera il proprio pet il compagno ideale per le ferie, superato soltanto dal partner (38%). Il dato più sorprendente riguarda le rinunce: più del 70% ammette di aver cancellato almeno una vacanza nel passato proprio per le difficoltà legate alla gestione dell'animale. Dall'altro lato, chi sceglie di affidare il pet a estranei convive con disagi emotivi significativi: il 28% riferisce di provare ansia o senso di colpa durante la separazione, mentre il 43% ammette una tristezza costante, persino sapendo che l'animale è in buone mani.

Questi comportamenti hanno generato una trasformazione nel mercato turistico italiano. Non basta più un semplice hotel che tolleri la presenza dell'animale: i viaggiatori cercano vere esperienze condivise, strutturate intorno alle necessità di tutta la famiglia, incluso il pet. In risposta a questa evoluzione, Rover ha collaborato con la celebre guida Lonely Planet Italia per lanciare 'Viaggi pet friendly in Italia', una miniguida gratuita che raccoglie destinazioni idonee, esperienze specifiche, consigli pratici e informazioni territoriali. La pubblicazione spazia da opzioni per escursioni naturalistiche a soggiorni balneari, fino a percorsi nelle aree urbane.

Che cosa cercano prioritariamente i proprietari in fase di prenotazione? Il 54% segnala come determinante la disponibilità di strutture ricettive chiaramente pet-friendly. Seguono l'esigenza di norme trasparenti sui regolamenti (42%), suggerimenti per gestire il viaggio serenamente (40%) e contatti locali utili come veterinari e servizi specializzati (43%). Tra i contenuti maggiormente richiesti figurano alloggi idonei (55%), mete consigliate (46%), guide pratiche per i desplacements con animali (45%) ed esperienze condivisibili (43%). Anche il fattore climatico influenza significativamente le scelte, con il 36% dei proprietari che lo valuta attentamente nella pianificazione della partenza.

Il fenomeno segnala un cambiamento profondo nel turismo italiano: gli animali domestici non rappresentano più un ostacolo alla mobilità, bensì un acceleratore di innovazione nell'offerta turistica. Le strutture ricettive, i gestori di attrazioni e i servizi locali sono chiamati a ripensare i propri modelli di accoglienza, riconoscendo in questa fascia di turisti una clientela consapevole, disponibile a spendere e molto selettiva nelle scelte.