Nel contesto della festa nazionale argentina, la Chiesa cattolica ha sollevato una critica implicita verso le politiche del presidente Javier Milei, facendo ricorso a un'arma inattesa: le parole di Lionel Messi. Durante la cerimonia del Te Deum presso la cattedrale di Buenos Aires, monsignor Jorge García Cuerva, arcivescovo della capitale, ha pronunciato un'omelia che rappresenta un richiamo all'ordine indirizzato alle istituzioni governative presenti in aula, incluso lo stesso Milei e i suoi ministri.

L'ecclesiastico ha dipinto un quadro preoccupante della società argentina contemporanea, evidenziando come il Paese stia intraprendendo strade pericolose caratterizzate dall'intolleranza reciproca, da continui conflitti ideologici e da un disprezzo sistematico verso chi la pensa diversamente. Secondo García Cuerva, tali dinamiche rappresentano anche una forma di crudeltà verso le fasce più vulnerabili della popolazione, con fenomeni di discriminazione basati su razza, religione e provenienza geografica che continuano a marginalizzare interi segmenti sociali.

In particolare, l'arcivescovo ha puntato il dito contro coloro che strumentalizzano queste divisioni per consolidare il proprio potere: individui che, mentre impoveriscono progressivamente la base della società, arricchiscono scandalosamente se stessi. Questo passaggio dell'omelia, riferito alla parabola evangelica del Buon Samaritano, rappresenta una chiara allusione alle politiche economiche del governo Milei, noto per il suo orientamento liberista e per le misure di austerità che hanno colpito duramente le classi meno abbienti.

Per dare maggior forza al proprio appello, García Cuerva ha concluso citando direttamente Lionel Messi, figura che gode attualmente di uno status quasi sacrale nell'immaginario collettivo argentino grazie alle sue gesta calcistiche con la nazionale. Ha riproposto un messaggio pubblicato dalla leggenda del calcio sui social network, nel quale Messi sottolineava come gli argentini, quando agiscono compatti e concordi, riescono a raggiungere qualsiasi obiettivo si propongano. Nel testo citato, Messi enfatizzava l'importanza della coesione di gruppo rispetto ai successi individuali, e il valore della lotta comune per un sogno condiviso da tutta la nazione.

L'utilizzo di questa citazione non è casuale: rappresenta un tentativo della Chiesa di trovare un linguaggio universale capace di superare le fratture politiche e sociali, affidandosi all'autorità morale di una figura che trascende le divisioni partigiane. L'arcivescovo ha implicitamente suggerito che l'Argentina non avrà futuro finché non abbandonerà le logiche di scontro e competizione interna, enfatizzando che ogni cittadino è indispensabile e che nessuno deve essere sacrificato sull'altare degli interessi particolari o delle ideologie politiche.