Una sentenza esemplare arriva dalla Spagna, dove il Tribunale provinciale di Malaga ha inflitto una condanna di 52 anni di carcere a un sacerdote di 35 anni, noto negli ambienti ecclesiastici come Padre Fran. L'uomo è stato riconosciuto colpevole di aver commesso gravi abusi sessuali ai danni di quattro donne nel corso di un periodo che va dal 2014 al 2018. I crimini sarebbero stati perpetrati all'interno della comunità parrocchiale, sfruttando la posizione di fiducia che il sacerdote rivestiva.

Secondo quanto emerso dal processo, Padre Fran avrebbe amministrato droga alle sue vittime al fine di renderle vulnerabili e controllabili prima di sottoporle a violenze di natura sessuale. In tre dei quattro casi accertati, gli abusi avrebbero incluso atti di penetrazione. Il sacerdote aveva anche documentato i crimini attraverso riprese video, mantenendo un archivio delle sue azioni criminose.

La scoperta cruciale che ha portato alla denuncia è avvenuta quando la compagna dell'imputato, con la quale condivideva un'abitazione nel territorio di Melilla, ha trovato per caso i file compromettenti memorizzati sul computer utilizzato dalla coppia. Questa scoperta ha immediatamente innescato il coinvolgimento delle autorità competenti e l'avvio delle indagini ufficiali.

Il verdetto pronunciato dal tribunale provinciale malagueño riflette la gravità dei reati contestati. Padre Fran è stato dichiarato responsabile di quattro capi di accusa per violenza sessuale, tre dei quali qualificati come aggravati dalla penetrazione. Inoltre, il tribunale ha accertato quattro ulteriori imputazioni correlate alla registrazione dei crimini. La sentenza rappresenta un caso significativo per il sistema giudiziario spagnolo e riporta l'attenzione sulla vulnerabilità delle vittime negli ambienti religiosi, dove la posizione di autorità del perpetratore può agire come strumento di coercizione psicologica.