La cerimonia funebre di Ali Khamenei si è conclusa nella città santa di Mashhad con una tumulazione solenne all'interno del Santuario dell'Imam Reza, cuore spirituale dello sciismo iraniano. Nonostante i bombardamenti americani che hanno colpito infrastrutture critiche, tra cui i ponti ferroviari utilizzati dai pellegrini, una folla immensa ha voluto rendere omaggio alla Guida Suprema uccisa il 28 febbraio scorso in un attacco attribuito a Israele e Stati Uniti. Le agenzie di stampa iraniane sostengono che i partecipanti siano stati milioni, trasformando l'evento in una manifestazione di forza e unità nazionale contro i nemici della Repubblica Islamica.

La tensione nel Golfo Persico rimane alle stelle mentre prosegue lo scambio di colpi tra Teheran e Washington. Gli Stati Uniti hanno lanciato raid contro diverse città iraniane, concentrandosi soprattutto nel meridione del Paese e colpendo specificamente la linea ferroviaria che collega Teheran a Mashhad. Tuttavia, le autorità hanno rapidamente attivato percorsi alternativi con pullman e servizi ferroviari supplementari per consentire ai fedeli di raggiungere la capitale religiosa. La bara di Khamenei è giunta attraverso un volo militare scortato da caccia iraniani, per poi essere trasportata su un mezzo terrestre attraverso le strade affollate.

L'atmosfera durante la cerimonia è stata caratterizzata da un forte sentimento di rabbia e determinazione. I partecipanti, vestiti rigorosamente di nero, sventolavano bandiere iraniane, simboli di Hezbollah libanese e striscioni rossi che gridavano vendetta. Le piazze si sono riempite di slogan contro gli Stati Uniti e Israele, mentre alcuni manifestanti scandivano frasi come «vogliamo vendicare il sangue del nostro leader» e dichiaravano che non vi era spazio per negoziati con quello che definivano «il regime criminale americano». Cartelli e caricature ritraevano il presidente Donald Trump con una taglia sulla testa, accompagnati da minacce esplicite. Un fedele ha dichiarato alla televisione di Stato: «Era un uomo che ha sfidato la potenza degli Stati Uniti e di Israele».

Una figura significativamente assente dalle esequie è stata Mojtaba Khamenei, il figlio della Guida Suprema designato come suo successore. Nonostante i sei giorni di cerimonie funebri, il nuovo leader dell'Iran non ha mai compiuto una comparsa pubblica, alimentando speculazioni sulla sua situazione. L'ufficio del figlio ha comunicato tramite una nota che ulteriori commemorazioni si terranno nel santuario sciita di Hazrat Masoumeh a Qom nei prossimi giorni. Le esequie, iniziate venerdì con l'esposizione della salma e i saluti delle 45 delegazioni straniere, hanno rappresentato uno dei funerali di Stato più imponenti degli ultimi decenni, consolidando l'immagine di un'Iran unito di fronte alla pressione internazionale.