Giuseppe Conte è tornato a parlare della vicenda che lo ha visto protagonista di critiche negli ultimi giorni, intervenendo durante la trasmissione In Onda su La7. Il presidente del Movimento Cinque Stelle ha voluto chiarire quanto accaduto dopo le sue dichiarazioni pronunciate dal palco dell'evento partenopeo del movimento, precisando che buona parte delle polemiche scaturisce da un fraintendimento interpretativo.
"Quando ho parlato del comandante supremo delle forze armate Nato, il sindaco Gori ha male interpretato le mie parole", ha spiegato Conte, rivendicando al contempo una posizione di chiarezza rispetto al conflitto in corso. "Sin dall'inizio mi sono posizionato a favore dell'Ucraina", ha sottolineato il leader pentastellato, intendendo marcare la propria distanza da possibili letture ambigue delle sue posizioni geopolitiche.
Tuttavia, il focus dell'intervento si è spostato rapidamente verso le questioni economiche legate alla difesa. Conte ha affrontato un tema che divide il dibattito politico italiano: l'aumento della spesa militare deciso dal governo Meloni. "Si sostiene che la minaccia proveniente dalla Russia vada oltre il solo conflitto ucraino, e che pertanto l'Italia debba procedere con un riarmo significativo", ha osservato il leader M5s, introducendo una serie di interrogativi cruciali sulle modalità di finanziamento di questi piani.
"Per l'Italia questo si traduce in uno stanziamento di 500 miliardi di euro entro il 2035, esattamente come la premier ha sottoscritto", ha ricordato Conte. Il leader pentastellato ha poi aggiunto una considerazione tattica: "Meloni probabilmente non procederà con i pagamenti quest'anno, verosimilmente perché prima delle elezioni preferirebbe evitare scelte impopolari. Ma allora la vera domanda diventa: da dove ricaviamo effettivamente questi fondi?". Una domanda che il Movimento porta da tempo al centro del dibattito pubblico, sollevando dubbi sulla compatibilità tra aumento della spesa militare e altri impegni di bilancio dello Stato.