Il doppio terremoto che ha colpito il Venezuela il 24 giugno ha trasformato un'emergenza umanitaria in una bomba sanitaria ad orologeria. Secondo gli esperti dell'Organizzazione panamericana della sanità (Ops), il braccio americano dell'Oms, la situazione nei territori colpiti dal sisma è diventata critica per la salute pubblica. Il direttore Jarbas Barbosa ha lanciato un allarme specifico su tre fronti: i centri di accoglienza stracolmi di sfollati, la scarsità d'acqua potabile e il collasso dei servizi sanitari già fragili prima della catastrofe naturale.
La preoccupazione maggiore riguarda la propagazione di malattie infettive. L'Ops e le autorità sanitarie venezuelane stanno monitorando con attenzione i segnali di focolai di patologie respiratorie e gastrointestinali negli oltre 80 centri di accoglienza allestiti per gli sfollati. Il rischio più concreto è l'esplosione di epidemie vere e proprie: gli esperti ricordano quanto accadde ad Haiti nel 2010, quando il terremoto permise al colera di diffondersi incontrollato, generando una catastrofe sanitaria parallela al disastro naturale.
A rendere ancor più grave la situazione è lo stato compromesso del sistema sanitario nazionale. Dopo anni di crisi economica che ha già minato strutture ospedaliere e servizi essenziali, i terremoti hanno inferto un colpo praticamente fatale. Le interruzioni nell'erogazione dei servizi medici, la mancanza di risorse per vaccinazioni e il deterioramento delle condizioni igienico-sanitarie creano lo scenario perfetto per il diffondersi di malattie infettive. L'accesso limitato all'acqua pulita è particolarmente critico: senza acqua potabile a sufficienza, le persone sfollate diventano estremamente vulnerabili a patologie trasmissibili per via idrica come il colera.
L'Ops ha già individuato le priorità d'intervento immediato: il ripristino dei programmi di vaccinazione e dei servizi sanitari di base rappresentano le sfide più urgenti per evitare che l'emergenza sanitaria post-sismica non si trasformi in un'epidemia di proporzioni incontrollabili. Gli esperti dell'Organizzazione mondiale della sanità continuano a coordinare con il ministero della Salute venezuelano un monitoraggio costante della situazione.