Scossa in casa Repubblica. L'assemblea dei giornalisti della testata romana si dice stupita dall'annuncio delle dimissioni di Mario Orfeo, il quale a partire da settembre assumerà il ruolo di direttore editoriale presso una società editrice rivale. La notizia assume particolare significato considerando che Orfeo, finora, aveva pubblicamente sostenuto e garantito il progetto editoriale presentato dal gruppo Antenna al momento dell'acquisizione del quotidiano.
Secondo quanto riferito dal Cdr nel comunicato ufficiale, le ragioni addotte da Orfeo per l'addio rivelano un quadro tutt'altro che roseo: il piano industriale promesso dalla proprietà non sarebbe stato concretizzato, e al contrario si prospetterebbero ulteriori riduzioni di risorse. Si configura dunque un contrasto netto tra gli impegni assunti e la realtà operativa nei primi mesi sotto la gestione di Antenna.
La redazione ha mantenuto fin dall'inizio una posizione critica e trasparente rispetto alle trattative tra il precedente assetto proprietario e il nuovo, esprimendo costantemente preoccupazioni riguardanti il futuro editoriale della testata. I mesi successivi all'ingresso di Antenna sono stati caratterizzati da una situazione di immobilismo e incertezza che, denuncia il Cdr, non può protrarsi oltre.
Il comitato di redazione avanza richieste precise: la presentazione di un piano industriale concreto e credibile, l'avvio effettivo di un progetto di rilancio della testata, e soprattutto il coinvolgimento della redazione nelle decisioni di investimento che il gruppo Antenna intende realizzare sul mercato italiano. Altrettanto urgente, viene sottolineato nel comunicato, è la nomina di un nuovo direttore capace di incarnare pienamente gli ideali fondamentali di Repubblica e di rappresentare la storia, l'identità e l'impegno della redazione.
Il pronunciamento del Cdr rappresenta un chiaro segnale di disagio all'interno della redazione e una sfida diretta alla proprietà affinché passi dalle promesse ai fatti concreti nel più breve tempo possibile.