Un bilancio tragico emerge dalle macerie del doppio terremoto che ha devastato il Venezuela il 24 giugno. Dodici giornalisti hanno perso la vita nello Stato della Guaira, come confermato dal Sindacato nazionale dei lavoratori della stampa (Sntp). Il recupero dell'ultimo corpo ha permesso di definire con certezza il numero esatto delle vittime tra i professionisti dell'informazione, segnando uno dei capitoli più dolorosi della storia recente della stampa venezuelana.

Il sindacato ha reso omaggio ai colleghi caduti, riconoscendo il loro ruolo cruciale nel mantenere vivo il diritto all'informazione anche in circostanze estreme. In una nota ufficiale, lo Sntp ha sottolineato come questi reporter abbiano continuato a svolgere il proprio dovere fino all'ultimo, documentando una delle calamità naturali più devastanti del paese. L'organizzazione ha espresso la propria vicinanza alle famiglie, agli amici e ai compagni di lavoro delle vittime.

I due terremoti che si sono abbattuti sulle regioni settentrionali del Venezuela hanno generato conseguenze catastrofiche ben oltre la perdita delle vite giornalistiche. Il numero complessivo dei decessi rimane ancora in fase di conteggio, mentre feriti e dispersi continuano ad essere ricercati tra le infrastrutture crollate. Le zone colpite stanno fronteggiando una situazione umanitaria critica, con danni estesi a edifici, strade e servizi essenziali.

L'Sntp ha voluto concludere il proprio comunicato con una dichiarazione solenne: "Onore alla loro memoria". Un modo per ribadire che il sacrificio di questi professionisti non deve essere dimenticato e che il loro contributo al servizio dell'informazione rimarrà un simbolo del coraggio di chi sceglie di raccontare la verità, anche quando il prezzo da pagare è altissimo.