Un nuovo stallo a Bruxelles complica la strategia europea contro lo sfruttamento minorile online. Parlamento europeo e Consiglio dell'Unione europea non sono riusciti a raggiungere un accordo sulla proroga di una deroga alle normative sulla privacy, in scadenza il 3 aprile, che fino ad oggi permetteva a piattaforme come WhatsApp e Instagram di identificare volontariamente contenuti pedopornografici. Questo meccanismo temporaneo colmava il vuoto normativo in attesa dell'approvazione della nuova disciplina europea, nota come 'Chat Control'.

Lo scontro rivela posizioni diametralmente opposte tra le istituzioni. Gli Stati membri, rappresentati dalla presidenza cipriota del Consiglio, attribuiscono la responsabilità dell'impasse al Parlamento europeo, accusandolo di aver inserito modifiche sostanziali che renderebbero la misura "inefficace". Il Parlamento aveva infatti approvato la scorsa settimana un testo che introduce vincoli significativi: il rilevamento dovrebbe limitarsi esclusivamente a materiale già catalogato come pedopornografico e riguardare soltanto utenti precedentemente segnalati dalle autorità di polizia. Inoltre, gli eurodeputati hanno voluto blindare la crittografia end-to-end, proteggendo la privacy degli utenti.

Dal versante opposto, il Consiglio dell'Ue aveva già approvato la propria posizione senza apportare alcuna modifica rispetto alla proposta originaria della Commissione europea. Un portavoce della presidenza cipriota ha sottolineato le conseguenze di questo fallimento: "Il vuoto normativo che si crea avrà ripercussioni sulla capacità di identificare e proteggere le vittime di questo crimine orrendo e di perseguire gli autori".

Mentre le negoziazioni sul prolungamento della deroga rimangono bloccate, Cipro sta cercando di accelerare i lavori sul Regolamento Csam (Child Sexual Abuse Material), il nuovo quadro normativo europeo che dovrebbe istituire un sistema complessivo e permanente per combattere gli abusi sessuali ai danni dei minori online. I lavori sono ancora in corso tra le istituzioni, e Bruxelles spera di raggiungervi un'intesa prima della scadenza della proroga attuale.