La multinazionale Chiquita sta lentamente tornare alla normalità a Panama. Nel corso di una visita nella provincia di Bocas del Toro, il presidente José Raúl Mulino ha riferito che le operazioni del colosso della frutta stanno procedendo al 60% della capacità produttiva, con circa 5mila lavoratori già reintegrati nei vari reparti. Si tratta di un primo passo verso il pieno ritorno all'attività dopo mesi di paralisi.
La storia recente della Chiquita a Panama è segnata da tensioni significative. A metà 2025, l'azienda aveva dovuto interrompere completamente le operazioni a causa di forti movimenti di protesta nel territorio locale, che avevano bloccato anche le esportazioni. La situazione si era fatta così critica da mettere in ginocchio l'intera economia provinciale. Un accordo raggiunto tra la società e il governo panamense alla fine dell'anno scorso ha creato le condizioni per una riapertura graduale, ufficialmente avvenuta a gennaio.
Durante l'incontro con i vertici aziendali, Mulino ha espresso soddisfazione per le condizioni delle piantagioni di banane, sottolineando come questa ripresa rappresenti una spinta importante per una regione che, secondo le sue parole, era sull'orlo del collasso dodici mesi prima. Il presidente ha colto l'occasione per inaugurare anche alcuni progetti infrastrutturali finanziati dallo stato.
Ma il vero cambiamento riguarda la struttura organizzativa del settore. Mulino ha annunciato l'implementazione di un modello gestionale completamente diverso dal passato. La provincia non sarà più basata su una monocoltura controllata centralmente, bensì su un sistema di diverse aziende agricole autonome che coltiweranno le banane in modo indipendente per poi fornire il prodotto a Chiquita. Questo approccio intende distribuire meglio gli incentivi economici e ridurre i rischi di conflitti futuri, trasformando i rapporti da lavoro dipendente a relazioni commerciali tra piccoli produttori e la multinazionale.