La crisi in Libano ha raggiunto dimensioni allarmanti, secondo quanto comunicato dalla Commissione Ue durante il briefing con i media. L'Unione europea esprime grave preoccupazione per l'evolversi della situazione nel Paese dei cedri, dove il conflitto sta creando una catastrofe umanitaria senza precedenti negli ultimi anni.
I numeri parlano da soli e dipingono un quadro devastante: sono oltre 900mila le persone costrette ad abbandonare le proprie case, cifra che rappresenta approssimativamente il 20% dell'intera popolazione libanese. Gli sfollati si ritrovano senza riparo, risorse essenziali e assistenza medica, in condizioni di estrema vulnerabilità. A pagare il prezzo più alto sono i civili inermi: quasi 900 le vittime accertate finora, tra cui oltre 100 bambini rimasti uccisi negli attacchi.
Bruxelles ha ribadito la propria condanna verso le responsabilità di tutte le parti coinvolte. Particolare critica è stata rivolta al rifiuto opposto da Hezbollah nel depositare le armi e alla continuazione degli attacchi indiscriminati verso Israele, comportamenti che secondo l'Ue trascinano il Libano in un vortice di violenza incontrollata, una guerra che il Paese e il suo popolo non hanno mai scelto di combattere.
Sulla questione degli attacchi, l'Unione ha denunciato come ingiustificabili e inaccettabili i colpi diretti contro obiettivi civili, infrastrutture essenziali, strutture ospedaliere e personale sanitario, nonché i raid contro i caschi blu dell'Unifil dislocati sul territorio. Tutti questi attacchi devono cessare immediatamente, ha sottolineato Bruxelles.
La posizione dell'Ue guarda con speranza verso una soluzione diplomatica. L'esecutivo europeo accoglie favorevolmente l'appello lanciato dalle autorità libanesi per avviare negoziati diretti con Israele, convinto che il ritorno al dialogo rappresenti l'unica strada percorribile. Un cessate il fuoco immediato rimane dunque l'obiettivo prioritario per scongiurare ulteriori offensive terrestri, che potrebbero precipitare la già fragile situazione umanitaria nel Paese.