Il valore complessivo delle partecipate statali quotate a Piazza Affari continua a crescere in maniera significativa. Secondo l'elaborazione dei dati dell'Osservatorio Finanziario di CoMar, le quindici aziende gestite dal Mef hanno raggiunto una capitalizzazione di 394,8 miliardi di euro al primo luglio 2026, consolidando il loro peso strategico nel mercato borsistico nazionale, dove incidono per più di un terzo del totale.

L'incremento registrato nei primi sei mesi dell'anno è particolarmente rilevante: la capitalizzazione è salita di 84,4 miliardi di euro, corrispondente a una crescita del 28,5% rispetto al primo gennaio, quando si attestava a 310,3 miliardi. In quella data le aziende dello Stato rappresentavano il 29,5% del listino, dunque la loro quota di mercato si è ulteriormente ampliata.

Il portafoglio delle società controllate comprende colossi in diversi settori: dal sistema bancario con Banca MPS, passando per l'energia con Enel, Eni e Snam, fino alla difesa e all'industria con Leonardo e Fincantieri, senza dimenticare il comparto delle infrastrutture con Terna e Railway, oltre a STMicroelectronics nel tech e realtà consolidate come Poste Italiane, Italgas, Nexi, Saipem, Enav e Trevi Fin. Ind.

Un dato che merita attenzione riguarda la quota di proprietà diretta dello Stato nelle sue aziende: al primo luglio scorso ammontava a 133,4 miliardi di euro, rappresentando una componente fondamentale del patrimonio nazionale e della capacità di influenza del governo sui settori strategici dell'economia italiana. L'espansione di valore riflette sia il trend positivo dei mercati finanziari che la solidità di queste realtà imprenditoriali, che giocano un ruolo cruciale nella competitività internazionale dell'Italia.