Un capitolo inquietante della crisi ucraina arriva nei tribunali internazionali. La Corte europea dei diritti umani ha fissato un'udienza pubblica per il 22 settembre al fine di affrontare una vicenda che combina diritti minorili e conflitto geopolitico: il caso di dieci bambini ucraini di cui si è completamente persa traccia dalla Crimea a partire dal 2014, anno dell'annessione della penisola da parte della Russia.
I minori, nati tra il 2009 e il 2013, vivevano in strutture di accoglienza in Crimea quando il territorio è stato rivendicato da Mosca. Secondo la ricostruzione fornita dall'Unione ucraina di Helsinki per i diritti umani, che rappresenta i giovani dinanzi alla Cedu, le autorità russe hanno imposto loro la cittadinanza russa senza il consenso o la partecipazione delle famiglie ucraine. I bambini sono stati successivamente registrati su piattaforme specializzate in adozioni internazionali e potrebbero essere stati effettivamente affidati a nuove famiglie. Da quel momento, nonostante i solleciti reiterati della capitale ucraina, nessuna informazione ufficiale è stata fornita sulla loro situazione.
L'organizzazione per i diritti umani sostiene che quanto accaduto configuri una vera e propria scomparsa forzata di minori. Nel ricorso depositato il 14 gennaio 2023, gli avvocati contestano anche il carattere illegittimo della modifica della cittadinanza e la violazione del diritto dei bambini a conservare la propria identità culturale e nazionale come cittadini ucraini. La decisione della Cedu di concedere un'udienza pubblica rappresenta un gesto inusuale, sottolineando la gravità eccezionale della questione secondo il parere dell'associazione.
Un aspetto procedurale merita attenzione: il ricorso è stato presentato dopo l'uscita della Russia dal Consiglio d'Europa, avvenuta il 16 settembre 2022. Tuttavia, la Corte mantiene la facoltà di giudicare i fatti accaduti prima di quella data. La priorità assegnata al dossier dalle istituzioni europee testimonia l'interesse della comunità internazionale verso una questione che tocca vulnerabilità specifiche quali l'infanzia, l'identità nazionale e i presunti abusi di potere in un contesto bellico.