Nel paesaggio spesso conflittuale delle grandi opere italiane, emerge una storia diversa: quella di amministrazioni, imprese e professionisti che trasformano i progetti in occasioni di sviluppo condiviso. È questa la lezione dei premi Pimby Green 2026, assegnati da Assoambiente in una cerimonia tenutasi a Villa Necchi Campiglio di Milano. L'acronimo Pimby (Please In My Back Yard) capovolge il più noto Nimby, segnalando la scelta consapevole di accogliere infrastrutture utili sul proprio territorio.

Sette riconoscimenti hanno premiato progetti che spaziano dall'economia circolare alla rigenerazione urbana. Al centro c'è un principio comune: innovazione, sostenibilità ambientale e apertura al dialogo. Chicco Testa, presidente di Assoambiente, ha sottolineato come troppo spesso in Italia le opere strategiche vengano bloccate da contrapposizioni ideologiche. "I premi Pimby Green mostrano un'altra strada", ha dichiarato, "quella dove il confronto genera infrastrutture capaci di produrre vantaggi ambientali, economici e sociali simultaneamente".

Fra i vincitori figurano Giovanni Pasini di Feralpi Group e Acciaierie di Calvisano, riconosciuto per il primo accordo nazionale che integra biometano nei processi siderurgici, riducendo significativamente le emissioni. Fabio Biancucci di Aruba è stato premiato per il Global Cloud Data Center IT3, che trasforma un'area industriale dismessa in infrastruttura digitale alimentata da energie rinnovabili. Daniele Gerolin del Consorzio Ponterosso ha visto riconosciuto il progetto di San Vito al Tagliamento, dove un'area produttiva è stata trasformata in spazio ecologicamente attrezzato con monitoraggio ambientale digitale avanzato.

Accanto a questi si aggiungono i riconoscimenti alla Provincia di Caserta e al professor Giovanni Perillo per il landfill mining, un'operazione che coniuga bonifica ambientale e rigenerazione territoriale attraverso il recupero controllato di aree degradate. L'iniziativa rappresenta un modello di economia circolare applicata al risanamento del paesaggio. Completano la lista progetti nel recupero dei rifiuti tessili e in altre soluzioni innovative per l'ambiente.

I premi Pimby Green riflettono una trasformazione culturale nel Paese: la consapevolezza che il conflitto non è inevitabile, che dialogo e innovazione possono coesistere, e che la vera sostenibilità si misura non solo in metriche ambientali ma nella capacità di costruire consenso. Per un'Italia dove le infrastrutture non si oppongono alle comunità, ma le includono dal progetto alla realizzazione.