Andy Warhol non era uno straniero ai nostri confini. Dal 1975 al 1987, il padre della pop art ha effettuato diversi viaggi in Italia, durante i quali ha creato opere commissionate da importanti galleristi locali e ha lasciato tracce significative della sua ricerca artistica nel nostro Paese. Una mostra documentaria al Palazzo della Stelline di Milano, aperta fino al 20 giugno con ingresso libero, getta luce su questo capitolo affascinante e in gran parte sconosciuto della biografia warholiana, permettendo ai visitatori di scoprire come l'atmosfera culturale italiana degli ultimi decenni del Novecento lo abbia influenzato e ispirato.
L'esposizione ripercorre le collaborazioni tra l'artista americano e i tre galleristi che lo hanno portato ripetutamente in Italia: Alexander Iolas a Milano, Lucio Amelio a Napoli e Luciano Anselmino, che operava fra il capoluogo lombardo, Torino e Ferrara. Questi professionisti hanno commissionato a Warhol numerose opere destinate al mercato italiano, generando un dialogo creativo che caratterizzò il suo lavoro nel periodo considerato. Al centro della mostra figurano le celebri seriografie della serie Vesuvius, nata proprio a Napoli, insieme al collage multistrato Hammer and Sickle e soprattutto The Last Supper, proveniente dalle collezioni di Credit Agricole Italia, opera che stabilisce un suggestivo dialogo con il Cenacolo di Leonardo che si trova a poca distanza, nel convento di Santa Maria delle Grazie.
Tra le novità più intriganti della rassegna emergono le copertine di album in vinile realizzate da Warhol fra gli anni '50 e '80. Particolarmente affascinante è quella creata per un disco di Loredana Bertè, dove l'artista ha scelto di utilizzare i colori caratteristici della metropolitana milanese nella veste interna del progetto grafico. Questo lavoro nacque da una connessione personale: Bertè era legata sentimentalmente al campione di tennis svedese Bjorn Borg, il quale facilitò l'incontro professionale tra la cantante e lo studio warholiano.
La mostra include anche la serie 'Ladies and Gentlemen', ritratti dall'iconografia queer realizzati a New York nel 1976, a cui si giunse in seguito all'esposizione ferrarese del 1975 curata da Anselmino a Milano. In quell'occasione il gallerista coinvolse Pier Paolo Pasolini nella stesura del catalogo, un documento storico affascinante ora esposto alle Stelline. L'intera rassegna, arricchita da oltre cento fra fotografie, poster e documenti d'epoca, ricrea l'atmosfera culturale che caratterizzò gli anni Settanta e Ottanta in Italia, permettendo agli spettatori di immergersi nel contesto creativo che accompagnò i soggiorni di Warhol nella Penisola.