Roberto Cuoghi ha scelto una strada insolita per celebrare il premio Pascali che la Fondazione pugliese gli ha assegnato quest'anno. Anziché occupare tutti gli spazi a disposizione nel museo polignanese, l'artista modenese ha deciso di condividere la vetrina con cinque colleghi esordienti provenienti dal territorio delle Puglie. Una decisione che testimonia l'impegno del maestro nel sostenere la nuova generazione creativa meridionale, avviando un dialogo generazionale che proseguirà fino a maggio 2026, quando si concluderà la sua mostra personale.

In collaborazione con Giuseppe Teofilo, direttore del museo, Cuoghi ha ideato un progetto articolato intitolato "Sottovetro": il titolo richiama sia la configurazione fisica dello spazio espositivo, la chiesa sconsacrata Exchiesetta nel centro storico, sia una condizione più profonda dell'essere contemporaneo. Cinque artisti si avvicenderanno in altrettante personali, accompagnate da conversazioni pubblicate per Artribune che documentano i pensieri e le scelte creative dietro ciascun progetto.

Tra i protagonisti figura Michela Rondinone, classe 1999, originaria di Matera. L'artista ha presentato l'esposizione "Tentativi di fioritura" nella chiesa parallela, continuando un percorso caratterizzato dall'utilizzo di materiali considerati non convenzionali nel circuito dell'arte contemporanea. Confrontato sulla sua ricerca da Cuoghi, Rondinone ha spiegato senza filtri il suo approccio: "Mi chiedono spesso perché ritorno a materiali che associamo all'infanzia. La risposta sincera è che non m'interessa conformarmi agli standard di maturità imposti dal sistema dell'arte. Potrei scegliere materiali più preziosi, complicare le forme, dimostrare controllo tecnico, ma la mia intenzione vera è un'altra: voglio espormi, generare una vulnerabilità visibile".

Questa dichiarazione rivela una tensione fondamentale nella pratica di Rondinone: il rifiuto della logica della dimostrazione a favore di un'estetica dell'autenticità. Non si tratta semplicemente di una scelta formale, ma di una dichiarazione di principio su come concepisce il ruolo dell'artista nel contemporaneo. La giovane artista materana rappresenta così un esempio di come la ricerca emergente nel Sud Italia stia tracciando percorsi alternativi, lontani dalle convenzioni stabilite.

Il progetto "Sottovetro" di Cuoghi assume quindi un valore programmatico: non è solo una piattaforma di visibilità per i giovani, ma un vero spazio di confronto intergenerazionale dove le differenze estetiche e concettuali diventano materia di dialogo pubblico. Fino a maggio, la Fondazione Pascali di Polignano a Mare si trasformerà così in un laboratorio di idee dove il maestro consegna la parola ai suoi coetanei d'eccezione.