Giorgia Meloni ha presieduto ieri pomeriggio una riunione d'emergenza sulla sicurezza nazionale presso Palazzo Chigi, riunendo i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il ministro dell'interno Matteo Piantedosi, quello della difesa Guido Crosetto e il sottosegretario Alfredo Mantovano con delega ai servizi. La convocazione della platea più alta dell'esecutivo, integrata anche dai comandanti delle forze dell'ordine, segnala la gravità dei dossier messi sul tavolo: da una parte le minacce ibride provenienti da Mosca, dall'altra i problemi di sicurezza urbana e la gestione dei flussi migratori alle frontiere europee.

Il capitolo dello spionaggio rappresenta il fulcro più delicato della discussione. L'Italia ha già intrapreso azioni concrete espellendo due addetti militari dell'ambasciata russa a Roma, Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov, cui è stato intimato di lasciare la capitale entro tre giorni. La decisione risponde al clamoroso caso che ha coinvolto due cittadini italiani: Raoul Gavino Piras, ex sottufficiale dei Carabinieri, e Vincenzo Di Pasquale, ex agente dell'Agenzia informazioni e sicurezza interna, arrestati e sottoposti a domiciliari con l'accusa di spionaggio e accesso abusivo a sistemi informatici. Le indagini hanno rivelato una rete ancora più ampia: altre cinque persone risultano indagate per il traffico di informazioni classificate, tra cui dati relativi al sistema missilistico Sampt e documentazione su equipaggiamenti destinati all'Ucraina, nonché specifiche tecniche del sistema Michelangelo Dome assegnato alla Bulgaria.

Parallela alla questione dello spionaggio estero corre quella della sicurezza interna, alimentata da episodi come quello verificatosi a Milano dove un ventitreenne ha aggredito una donna sulla banchina della metropolitana con frasi offensive legate alla religione. Sebbene gli episodi di violenza urbana rappresentino un elemento contingente, il governo già da tempo sta elaborando una strategia complessiva, con l'intento di formalizzare un documento programmatico che definisca priorità e strumenti operativi in materia di ordine pubblico. La Premier ha più volte ribadito in Parlamento la necessità di potenziare gli organici delle forze dell'ordine e di implementare misure preventive.

Non secondario è il tema della difesa dei confini europei, divenuto centrale soprattutto dopo la crisi dello Stretto di Hormuz. L'Italia sostiene da tempo una linea più rigida sulla lotta ai trafficanti di migranti, posizione che ha trovato recentemente il sostegno dell'Unione Europea con l'annuncio di inasprire le sanzioni contro chi gestisce le rotte illegali. La riunione di Palazzo Chigi rappresenta quindi il tentativo dell'esecutivo di coordinare una risposta complessiva su tre assi simultanei: contrastare le operazioni di intelligence straniera, rafforzare l'ordine pubblico interno e gestire i flussi migratori alle porte del continente.