La Corte d'appello della Santa Sede ha deciso di far ripartire da capo il dibattimento del processo a carico del cardinale Angelo Becciu, ravvisando irregolarità nel primo grado del giudizio. L'organo giudiziario vaticano ha emesso un'ordinanza in cui dichiara la "nullità relativa" della fase iniziale, disponendo così la ripetizione del dibattimento stesso e la presentazione integrale di tutti gli atti e della documentazione relativa all'istruttoria presso gli uffici di cancelleria.
Tra le principali cause del provvedimento emerge il mancato deposito completo del fascicolo istruttorio da parte del Promotore di giustizia, il magistrato vaticano responsabile dell'accusa. Un deficit documentale che ha compromesso la regolarità della procedura e ha spinto i giudici a ordinare una riapertura dei lavori secondo le corrette modalità processuali.
La Corte d'appello ha però precisato che questa decisione non invalida completamente il primo grado nel suo insieme: il dibattimento e la sentenza precedentemente emessa mantengono una loro efficacia giuridica. Si tratta dunque di una nullità parziale che non azzera quanto accaduto, ma richiede comunque una rielaborazione della fase dibattimentale.
Il nuovo corso processuale avrà il suo primo appuntamento il 22 giugno, quando le parti dovranno presentarsi in aula per concordare il calendario delle prossime udienze e definire i tempi della ripresa del giudizio. Una data che segna il riavvio di una vicenda giudiziaria complessa che vede coinvolto uno dei cardinali più discussi degli ultimi anni della Chiesa cattolica.
L'esito di questa decisione rappresenta un momento cruciale nel procedimento contro Becciu, che potrà ora contare su un dibattimento rinnovato e su una documentazione processuale completa, secondo i dettami della corretta amministrazione della giustizia presso la Santa Sede.