Un episodio inquietante ha scosso Bologna in coincidenza con il ricordo di due tra i crimini più efferati della storia italiana. Su una parete del quartiere del Pratello è apparsa una scritta che esalta le Brigate Rosse, la celebre organizzazione terroristica degli anni di piombo. La scoperta è stata segnalata dal deputato dem Andrea De Maria, che attraverso i social ha sottolineato l'insostenibilità dell'accaduto: il messaggio è comparso proprio quando la città ricorda il sequestro di Aldo Moro in via Fani e l'omicidio di Marco Biagi, entrambi vittime della lotta armata bolognese.
De Maria ha descritto l'episodio come sintomo di un malessere più profondo, affermando che "sta crescendo un clima di intolleranza che va isolato e contrastato con la massima determinazione". L'appello del parlamentare ha trovato pronto riscontro nella coalizione di governo, che non ha tardato a reagire. Marta Evangelisti, capogruppo di Fratelli d'Italia in Regione Emilia-Romagna, ha denunciato l'esistenza di "un allarmante clima di odio" in città, collegando la scritta pro-BR anche al recente imbrattamento del monumento dedicato ai carabinieri caduti nella strage della Uno Bianca al Pilastro. Secondo Evangelisti, entrambi gli atti provengono dallo stesso contesto di violenza ideologica.
I consiglieri comunali di FdI a Bologna hanno rafforzato questo allarme, affermando che la città vive da tempo sotto la pressione di "un'inaccettabile tolleranza verso chi alimenta ostilità contro le Forze dell'ordine". Nel loro intervento, hanno imputato questo clima a esponenti dell'estrema sinistra, ritenendoli responsabili di aver creato un terreno fertile per questo genere di manifestazioni antagoniste. Un'interpretazione che traccia una linea di responsabilità tra il dibattito politico radicale e gli atti vandalici compiuti in strada.
Anche Forza Italia si è espressa con fermezza. Raffaele Nevi, portavoce nazionale del partito, ha definito le scritte "vergognose" in quanto offendono tanto il ricordo delle vittime quanto "la memoria civile dell'intero Paese". Deborah Bergamini, vicesegretario azzurro, ha aggiunto che simili manifestazioni rappresentano "segnali inquietanti di un'ideologia dell'odio che purtroppo continua ad affiorare". Le reazioni convergono nel leggere l'accaduto non come episodio isolato, ma come sintomo di una crescente polarizzazione che preoccupa le istituzioni.