L'Unione europea sta elaborando una strategia per mantenere la propria presenza nel Libano dopo la scadenza della missione Unifil prevista per dicembre. Secondo quanto riferito da un alto funzionario comunitario in vista della riunione del Consiglio Affari Esteri di lunedì, i negoziati sono ancora in fase avanzata ma non hanno ancora raggiunto una forma definitiva. Il percorso verso una decisione richiede un coordinamento serrato con l'Onu e dipenderà dall'evoluzione della situazione sul terreno.
La volontà politica degli Stati membri appare comunque solida. Le capitali europee hanno manifestato grande interesse nel supportare il Libano durante una fase di transizione critica, indipendentemente da quale sarà lo scenario che si troverà ad affrontare dopo il ritiro della forza internazionale attualmente schierata. La priorità dichiarata è orientare il Paese verso una soluzione pacifica e stabile.
Secondo le stesse fonti, la nuova missione europea non avrebbe le medesime caratteristiche e competenze dell'Unifil. Tuttavia, l'Ue sta valutando diverse opzioni operative che potrebbero contribuire alla stabilizzazione del territorio e alla transizione verso una situazione di pace duratura. In questo contesto, Bruxelles ha già dimostrato concretezza finanziaria stanziando 100 milioni di euro attraverso lo European Peace Facility, un fondo dedicato appunto a missioni di pace e sicurezza nel mondo.
I dettagli sulla composizione, il mandato e le modalità operative della possibile missione verranno discussi durante l'incontro ministeriale di inizio settimana, quando probabilmente emergeranno anche le posizioni specifiche dei singoli Paesi membri e le tempistiche realiste per l'implementazione.