Il Ministero del Lavoro ha approvato un decreto direttoriale che mette a disposizione 50 milioni di euro per finanziare percorsi formativi e interventi di politica attiva a favore di lavoratori in difficoltà. Le risorse sono dedicate ai beneficiari di indennità di disoccupazione e di cassa integrazione, con l'intento di supportarli nel processo di riqualificazione professionale e transizione occupazionale.
Il provvedimento, noto come decreto 211/2026, si concentra su due categorie di lavoratori in particolare: coloro che percepiscono la Naspi (indennità di disoccupazione) e i dipendenti di aziende che programmano una riduzione dell'orario di lavoro superiore al 30 per cento nell'arco di dodici mesi. I fondi, già assegnati alle Regioni attraverso il Programma GOL dello scorso novembre, consentiranno di attivare iniziative concrete sul territorio.
Secondo la ministra Marina Calderone, l'intervento risponde a una necessità strategica del paese: «Il lavoro rappresenta lo strumento più efficace di inclusione sociale. Per questo motivo investiamo in percorsi che permettono ai lavoratori di adattarsi ai cambiamenti del mercato, soprattutto nei momenti di maggiore fragilità». La titolare del dicastero ha ribadito che l'Italia non soffre di carenza di posti disponibili, ma piuttosto di un disallineamento tra le competenze cercate dalle imprese e quelle disponibili nella forza lavoro.
I 50 milioni finanzieranno una varietà di iniziative formative: corsi di aggiornamento professionale per lavoratori in aziende strategiche, programmi di riqualificazione per beneficiari di cassa integrazione, laboratori formativi collegati a specifici job day, attività promosse dai Centri per l'Impiego su richiesta dei datori di lavoro, e servizi di outplacement per facilitare il reinserimento lavorativo.
L'iniziativa rappresenta un tentativo strutturale di rafforzare le politiche attive del lavoro nazionale, intervenendo negli snodi critici della carriera professionale: durante i periodi di disoccupazione, nelle fasi di transizione tra un'occupazione e l'altra, e quando l'azienda attraversa difficoltà temporanee. L'obiettivo dichiarato è aumentare l'occupabilità dei lavoratori e ridurre il divario tra le esigenze del mercato e le risorse umane disponibili.