Una pratica commerciale sempre più diffusa a livello europeo mette a rischio il reddito degli agricoltori e la qualità della filiera agroalimentare. Per questo motivo tre eurodeputati del Partito Democratico – Stefano Bonaccini, Camilla Laureti e Dario Nardella – hanno sottoposto un'interrogazione urgente alla Commissione europea, chiedendo l'introduzione di un divieto esplicito e uniforme alle aste elettroniche a doppio ribasso. La denuncia è stata alimentata da un'inchiesta pubblicata dalla rivista Internazionale, firmata da Fabio Ciconte e Stefano Liberti, che ha rivelato un caso emblematico avvenuto nelle ultime settimane.

Secondo quanto documentato, una centrale d'acquisto europea che opera per conto di sei colossi della distribuzione ha avviato una procedura di asta al ribasso per circa 15mila tonnellate di pomodoro trasformato, in prevalenza di provenienza italiana. Nel corso della gara, gli sconti applicati hanno raggiunto il 20% rispetto al prezzo iniziale, comprimendo artificialmente il valore del prodotto e, di conseguenza, i margini dei coltivatori.

I tre parlamentari hanno ricordato che in Italia questa pratica è già vietata dal decreto legislativo numero 198 del 2021, che ha recepito la direttiva europea contro le pratiche commerciali sleali. Secondo la normativa italiana, le aste al doppio ribasso determinano una compressione artificiale dei prezzi che scarica la pressione competitiva su agricoltori e lavoratori, gli anelli più vulnerabili della filiera. Il problema nasce quando operatori europei agiscono oltre i confini nazionali, sfruttando il vuoto normativo per eseguire procedure vietate in alcuni Paesi ma non regolate a livello continentale.

Nell'interrogazione rivolta a Bruxelles, i tre eurodeputati chiedono alla Commissione se sia a conoscenza del ricorso a queste procedure da parte di centrali d'acquisto transnazionali e se la normativa attuale sia realmente in grado di contrastarle quando coinvolgono operatori internazionali. Inoltre, hanno proposto di inserire un divieto esplicito alle aste elettroniche a doppio ribasso nella prossima revisione della direttiva del 2019 contro le pratiche sleali.

"Serve una risposta europea forte per impedire fenomeni di arbitraggio normativo tra gli Stati membri e garantire condizioni eque lungo tutta la filiera agroalimentare", hanno concluso Bonaccini, Laureti e Nardella. La loro posizione sottolinea come la corsa al ribasso non tuteli solo i redditi dei coltivatori, ma metta a rischio anche la qualità delle produzioni e i diritti dei lavoratori agricoli, elementi fondamentali per il futuro sostenibile dell'agricoltura italiana ed europea.