La Corte europea dei diritti umani ha avviato l'esame di un ricorso straordinario presentato da Nicolas Sarkozy contro lo Stato francese. Al centro della controversia figura il trattamento riservato all'ex capo dell'Eliseo durante le indagini sui finanziamenti della sua campagna presidenziale nel 2007, in particolare l'intercettazione delle comunicazioni telefoniche intrattenute con il suo avvocato.
Secondo quanto comunicato ufficialmente dalla Cedu, Sarkozy contesta il procedimento giudiziario che lo ha portato a una condanna nel marzo 2023. La corte d'appello di Parigi lo ha ritenuto colpevole di traffico di influenze e corruzione attiva. L'ex presidente sostiene che il verdetto si sia fondato esclusivamente sulle trascrizioni delle conversazioni telefoniche avute con il suo difensore legale, violando così principi fondamentali della giustizia internazionale.
La difesa di Sarkozy denuncia un duplice vulnus rispetto agli standard europei: la violazione del diritto a un equo processo e l'ingerenza arbitraria nella sfera della vita privata. L'intercettazione delle comunicazioni tra cliente e avvocato rappresenta un aspetto particolarmente delicato, poiché tocca il diritto alla consulenza legale confidenziale, tutelato dalle legislazioni democratiche.
La procedura è attualmente nella fase iniziale: la Cedu ha comunicato il caso al governo francese affinché fornisca elementi difensivi, come previsto dal protocollo ordinario. Tuttavia, la Corte non ha ancora pronunciato alcuna decisione sull'ammissibilità del ricorso. Solo successivamente, qualora ritenuto ricevibile, il caso entrerà nel merito dell'esame sostanziale.