Una piega inaspettata nella vicenda giudiziaria che scuote ancora il Sudafrica: la National Prosecuting Authority ha ufficialmente riattivato le imputazioni per corruzione nei confronti di Zizi Kodwa, personalità di spicco dell'African National Congress e già ministro dello Sport e delle Arti quando fu fermato lo scorso giugno. Al centro dell'accusa ci sono presunti pagamenti illeciti ricevuti nel 2016, per un importo pari a 1,6 milioni di rand, equivalenti a circa 73mila euro, in relazione ad appalti municipali per lavori informatici a Johannesburg.
La storia processuale di Kodwa presenta colpi di scena significativi. A novembre 2024, un magistrato della provincia del Gauteng aveva deciso di archiviare le accuse, ritenendo insufficienti le prospettive di una sentenza di condanna. Tuttavia, solo due giorni prima di andare in pensione, la direttrice nazionale della pubblica accusa Shamila Batohi ha firmato il ripristino ufficiale delle imputazioni, datato gennaio 2026, riaprendo così il fascicolo e costringendo Kodwa a confrontarsi nuovamente con la giustizia.
Le radici di questa inchiesta affondano nelle indagini della Commissione Zondo, l'organismo giudiziario che per anni ha passato al setaccio decenni di malaffare e appropriazione indebita dello Stato durante la presidenza di Jacob Zuma, che guidò il Paese tra il 2009 e il 2018. I risultati dell'inchiesta, consegnati al presidente Cyril Ramaphosa nel 2022, avevano stimato un danno economico complessivo di circa 500 miliardi di rand, pari a 28 miliardi di euro e corrispondente a un decimo della ricchezza nazionale prodotta annualmente.
Il caso Kodwa si inserisce in uno scenario politico più ampio in cui la corruzione sistemica ha profondamente minato la credibilità dell'African National Congress. Tre decenni consecutivi di governi dominati dal partito sono stati caratterizzati da ripetuti episodi di malgoverno e appropriazione indebita, fattori che hanno erodito il consenso elettorale della formazione. Le conseguenze sono state tangibili: nelle elezioni del 2024, l'Anc ha perso per la prima volta la maggioranza parlamentare, costringendo il Paese a una soluzione di governo di coalizione che rappresenta un cambio epocale nella politica sudafricana.